gli involucri degli edifici che maggiormente possono rappresentare il nostro tempo appaiono sempre più spesso costituiti da superfici a pelle cangiante, controllata e variabile. Sovente essi sono in grado di trasformarsi coinvolgendo attivamente i nuovi fruitori/spettatori, avvezzi ad una percettività polverizzata dall’incessante sovrapporsi delle immagini del quotidiano tipiche di una società che ha necessità di coinvolgerli nelle proprie manifestazioni. La velocità, l’immediatezza, l’istantaneità, l’interattività, la mutevolezza, l’ubi¬quità, sono solo alcuni degli aspetti che caratterizzano la pelle di questi edifici. Il paesaggio urbano nell’epoca della globalizzazione comincia quindi a dotarsi di episodi che propongono involucri cangianti, laddove la preferenza per la superficie a scapito del volume fa seguito alle sperimentazioni spaziali di una società che privilegia l’immagine effimera bidimensionale dello schermo a quella tridimensionale, statica e permanente della tradizione. I colori che connotano queste nuove esperienze sono quelli della chimica e dell’elettronica, sono quelli del dominio della tecnica sulla natura. I materiali che possono consentire questa rappresentazione della contemporaneità non sono più quelli prodotti dalla tradizionale abilità manuale di maestranze competenti, bensì quelli derivanti dalla parcellizzazione delle conoscenze e del-le competenze, sono quelli della produzione industriale, dell’elettronica e delle tecniche della comunicazione.

PRESENTAZIONE

ZENNARO, PIETRO
2004-01-01

Abstract

gli involucri degli edifici che maggiormente possono rappresentare il nostro tempo appaiono sempre più spesso costituiti da superfici a pelle cangiante, controllata e variabile. Sovente essi sono in grado di trasformarsi coinvolgendo attivamente i nuovi fruitori/spettatori, avvezzi ad una percettività polverizzata dall’incessante sovrapporsi delle immagini del quotidiano tipiche di una società che ha necessità di coinvolgerli nelle proprie manifestazioni. La velocità, l’immediatezza, l’istantaneità, l’interattività, la mutevolezza, l’ubi¬quità, sono solo alcuni degli aspetti che caratterizzano la pelle di questi edifici. Il paesaggio urbano nell’epoca della globalizzazione comincia quindi a dotarsi di episodi che propongono involucri cangianti, laddove la preferenza per la superficie a scapito del volume fa seguito alle sperimentazioni spaziali di una società che privilegia l’immagine effimera bidimensionale dello schermo a quella tridimensionale, statica e permanente della tradizione. I colori che connotano queste nuove esperienze sono quelli della chimica e dell’elettronica, sono quelli del dominio della tecnica sulla natura. I materiali che possono consentire questa rappresentazione della contemporaneità non sono più quelli prodotti dalla tradizionale abilità manuale di maestranze competenti, bensì quelli derivanti dalla parcellizzazione delle conoscenze e del-le competenze, sono quelli della produzione industriale, dell’elettronica e delle tecniche della comunicazione.
2004
8887331588
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11578/44305
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact