Gerhard Richter è uno dei più importanti artisti viventi eppure la sua opera è ancora poco nota in Italia. La sua pittura è essenzialmente indefinibile e si sottrae deliberatamente alle classificazioni e alle semplificazioni, anzi si può dire che il suo tema caratteristico sia proprio quello dell’indeterminatezza, della sospensione dell’identità di ciò che è rappresentato e di chi guarda. La tesi di questo libro è che la pittura di Richter sia in realtà un’ininterrotta e profonda interrogazione sull’essere delle cose e, più in generale, sull’essere stesso, cioè su quanto ci è più prossimo e al tempo stesso più estraneo. Il bordo del mondo, a cui fa riferimento il titolo, è appunto il contorno ripiegato di ogni cosa e di tutte le cose, il recto e il verso del visibile e del pensabile.

Il bordo del mondo : la forma dello sguardo nella pittura di Gerhard Richter

Garbin, emanuele
2011

Abstract

Gerhard Richter è uno dei più importanti artisti viventi eppure la sua opera è ancora poco nota in Italia. La sua pittura è essenzialmente indefinibile e si sottrae deliberatamente alle classificazioni e alle semplificazioni, anzi si può dire che il suo tema caratteristico sia proprio quello dell’indeterminatezza, della sospensione dell’identità di ciò che è rappresentato e di chi guarda. La tesi di questo libro è che la pittura di Richter sia in realtà un’ininterrotta e profonda interrogazione sull’essere delle cose e, più in generale, sull’essere stesso, cioè su quanto ci è più prossimo e al tempo stesso più estraneo. Il bordo del mondo, a cui fa riferimento il titolo, è appunto il contorno ripiegato di ogni cosa e di tutte le cose, il recto e il verso del visibile e del pensabile.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
2011_Garbin_Il bordo_del_mondo.pdf

non disponibili

Licenza: Accesso ristretto
Dimensione 9.43 MB
Formato Adobe PDF
9.43 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11578/119895
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact