Dramma musicale in tre atti, rappresentato al Teatro Regio di Torino in un nuovo allestimento l’11 aprile 2006. Stagione lirica 2005-2006. […] Le Moli, nel rimettere in scena l'opera di Menotti cosa l'ha colpita di più […]? «Sicuramente il fatto che in quegli anni l'opera è stata vista come espressione contro le dittature dell'Est, contro il razzismo, sentimento ancor oggi comune in gran parte del mondo. […] La mia idea è che si tratta di una società malata. Per questo ho pensato di fare una regia non dal punto di vista della vittima, ma della cecità del carnefice. Per combattere il quale bisogna essere altrettanto forti». Nell'opera di Menotti il carnefice è il capo della polizia segreta. «Esattamente. Il quale dice ai suoi sgherri: ''Dovete agire sul cuore delle vittime con crudeltà, fino a portarle al suicidio. Estremo sacrificio che la vittima, moglie del clandestino, compie, schiacciata da una brutalità inesorabile».[...] «La vittima che si trova in queste condizioni è anche ingenua, si convince che il Paese che la ospita sia un Paese amico. Ma il Paese ospitante non sempre può dichiarare amicizia verso coloro che chiedono asilo. La storia non cambia, è attualissima». […] (Armando Caruso a colloquio con il regista Walter Le Moli, La Stampa 09-04-2006)

IL CONSOLE(The Consul) Dramma musicale in tre atti - Libretto e Musica di Gian Carlo Menotti -Versione in lingua inglese.

LE MOLI, WALTER;
2006

Abstract

Dramma musicale in tre atti, rappresentato al Teatro Regio di Torino in un nuovo allestimento l’11 aprile 2006. Stagione lirica 2005-2006. […] Le Moli, nel rimettere in scena l'opera di Menotti cosa l'ha colpita di più […]? «Sicuramente il fatto che in quegli anni l'opera è stata vista come espressione contro le dittature dell'Est, contro il razzismo, sentimento ancor oggi comune in gran parte del mondo. […] La mia idea è che si tratta di una società malata. Per questo ho pensato di fare una regia non dal punto di vista della vittima, ma della cecità del carnefice. Per combattere il quale bisogna essere altrettanto forti». Nell'opera di Menotti il carnefice è il capo della polizia segreta. «Esattamente. Il quale dice ai suoi sgherri: ''Dovete agire sul cuore delle vittime con crudeltà, fino a portarle al suicidio. Estremo sacrificio che la vittima, moglie del clandestino, compie, schiacciata da una brutalità inesorabile».[...] «La vittima che si trova in queste condizioni è anche ingenua, si convince che il Paese che la ospita sia un Paese amico. Ma il Paese ospitante non sempre può dichiarare amicizia verso coloro che chiedono asilo. La storia non cambia, è attualissima». […] (Armando Caruso a colloquio con il regista Walter Le Moli, La Stampa 09-04-2006)
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11578/17065
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