"Fashion in Libraries: Collecting Materials and Documenting Stories" affronta, per la prima volta in Italia, il tema delle biblioteche di moda. Il simposio promosso e organizzato da MISA, Associazione Italiana degli Studi di Moda, raduna bibliotecari, accademici e professionisti con l’obiettivo di condividere idee, incoraggiare la discussione interdisciplinare e promuovere forme di ricerca collaborativa. Dopo i saluti introduttivi del presidente MISA, Maria Luisa Frisa, professore dell’Università Iuav di Venezia, il primo panel affronta il tema delle biblioteche di moda attraverso il confronto tra casi esemplari nati nel contesto di musei, aziende e istituzioni universitarie. In rappresentanza dei musei intervengono Dieter Suls direttore bibliotecario del MoMu Fashion Museum di Anversa e Adelheid Rasche, curatore della Lipperheide Costume, Art Library, Musei di stato di Berlino; Gloria Bianchino interviene a proposito dello CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione) dell’Università di Parma che in Italia è stato il primo progetto di formazione di una collezione di materiali sulla moda in ambito accademico; l’industria della moda è rappresentata da BAI Max Mara (Biblioteca e Archivio d’Impresa), di cui parlano Laura Lusuardi, fashion coordinator di Max Mara Group e Federica Fornaciari, curatore di BAI Max Mara. I successivi panel sono organizzati per tavole rotonde e affrontano, rispettivamente, le questioni del fare rete e le specificità delle biblioteche con contenuti visuali. Si tratta di una occasione informale di confronto e di messa in comune di progetti ed esperienze. La prima tavola rotonda, intitolata "Fare rete", è moderata da Alessandra Citti, direttore bibliotecario della biblioteca centrale, Campus di Rimini, Università di Bologna. La tavola rotonda muove dalla considerazione che apparteniamo a varie istituzioni, che hanno mission diverse, ma tutti lavoriamo in ambiti che hanno a che fare con la moda, sia pure da diverse prospettive. Ciascuna delle nostre istituzioni realizza progetti ed è impegnata in attività che si occupano di fashion studies o di moda. Quali sono i costi dovuti alla mancata informazione sulle attività di altri, in termini di duplicazione degli investimenti di tempo? Ad esempio: riteniamo che sarebbe utile essere informati quando altre biblioteche o musei pianificano l’acquisto di una testata storica o di colmare lacune? Se abbiamo fondi solo per una testata storica e dobbiamo decidere tra due titoli, pensiamo che conoscere gli acquisti di altre biblioteche potrebbe essere utile? Pensiamo che sarebbe utile costituire una rete? Riteniamo che MISA potrebbe aiutarci a costituirla e come, se vogliamo crearla? La seconda tavola rotonda, intitolata "Iconautica e nuove forme di utenza", è moderata da Mario Lupano, professore ordinario e referente per il sistema bibliotecario e documentale dell’Università IUAV di Venezia. Questa tavola rotonda considera le specificità delle biblioteche di moda di fronte alle nuove forme di materialità e immaterialità dell’editoria specializzata e anche rispetto a nuove forme di utenza. Le biblioteche di moda hanno mezzi e strumenti per affrontare le trasformazioni epocali della natura dei documenti bibliografici e iconografici? L’ipotesi di partenza è che la pratica dell’“iconautica” – tipica dei fruitori di materiali iconografici interessati alla costruzione di discorsi e progetti visuali – produca nuovi comportamenti degli utenti di una biblioteca di moda o, più in generale, di una biblioteca di cultura visuale. Quali sono le modalità di fruizione delle banche dati iconografiche e dei materiali bibliografici? Come cambia di conseguenza l’utilizzo degli spazi delle biblioteche e quali sono i problemi? Su quali aspetti vale la pena coordinarci e condividere progetti, in modo da affrontare più efficacemente il cambiamento? Il programma del simposio è curato da Alessandra Vaccari. See more at: http://www.misa-associazione.org/index.php?a=na&id=35#sthash.lczxaiXv.dpuf

Fashion in Libraries: Collecting Materials and Documenting Stories

VACCARI, ALESSANDRA
2014

Abstract

"Fashion in Libraries: Collecting Materials and Documenting Stories" affronta, per la prima volta in Italia, il tema delle biblioteche di moda. Il simposio promosso e organizzato da MISA, Associazione Italiana degli Studi di Moda, raduna bibliotecari, accademici e professionisti con l’obiettivo di condividere idee, incoraggiare la discussione interdisciplinare e promuovere forme di ricerca collaborativa. Dopo i saluti introduttivi del presidente MISA, Maria Luisa Frisa, professore dell’Università Iuav di Venezia, il primo panel affronta il tema delle biblioteche di moda attraverso il confronto tra casi esemplari nati nel contesto di musei, aziende e istituzioni universitarie. In rappresentanza dei musei intervengono Dieter Suls direttore bibliotecario del MoMu Fashion Museum di Anversa e Adelheid Rasche, curatore della Lipperheide Costume, Art Library, Musei di stato di Berlino; Gloria Bianchino interviene a proposito dello CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione) dell’Università di Parma che in Italia è stato il primo progetto di formazione di una collezione di materiali sulla moda in ambito accademico; l’industria della moda è rappresentata da BAI Max Mara (Biblioteca e Archivio d’Impresa), di cui parlano Laura Lusuardi, fashion coordinator di Max Mara Group e Federica Fornaciari, curatore di BAI Max Mara. I successivi panel sono organizzati per tavole rotonde e affrontano, rispettivamente, le questioni del fare rete e le specificità delle biblioteche con contenuti visuali. Si tratta di una occasione informale di confronto e di messa in comune di progetti ed esperienze. La prima tavola rotonda, intitolata "Fare rete", è moderata da Alessandra Citti, direttore bibliotecario della biblioteca centrale, Campus di Rimini, Università di Bologna. La tavola rotonda muove dalla considerazione che apparteniamo a varie istituzioni, che hanno mission diverse, ma tutti lavoriamo in ambiti che hanno a che fare con la moda, sia pure da diverse prospettive. Ciascuna delle nostre istituzioni realizza progetti ed è impegnata in attività che si occupano di fashion studies o di moda. Quali sono i costi dovuti alla mancata informazione sulle attività di altri, in termini di duplicazione degli investimenti di tempo? Ad esempio: riteniamo che sarebbe utile essere informati quando altre biblioteche o musei pianificano l’acquisto di una testata storica o di colmare lacune? Se abbiamo fondi solo per una testata storica e dobbiamo decidere tra due titoli, pensiamo che conoscere gli acquisti di altre biblioteche potrebbe essere utile? Pensiamo che sarebbe utile costituire una rete? Riteniamo che MISA potrebbe aiutarci a costituirla e come, se vogliamo crearla? La seconda tavola rotonda, intitolata "Iconautica e nuove forme di utenza", è moderata da Mario Lupano, professore ordinario e referente per il sistema bibliotecario e documentale dell’Università IUAV di Venezia. Questa tavola rotonda considera le specificità delle biblioteche di moda di fronte alle nuove forme di materialità e immaterialità dell’editoria specializzata e anche rispetto a nuove forme di utenza. Le biblioteche di moda hanno mezzi e strumenti per affrontare le trasformazioni epocali della natura dei documenti bibliografici e iconografici? L’ipotesi di partenza è che la pratica dell’“iconautica” – tipica dei fruitori di materiali iconografici interessati alla costruzione di discorsi e progetti visuali – produca nuovi comportamenti degli utenti di una biblioteca di moda o, più in generale, di una biblioteca di cultura visuale. Quali sono le modalità di fruizione delle banche dati iconografiche e dei materiali bibliografici? Come cambia di conseguenza l’utilizzo degli spazi delle biblioteche e quali sono i problemi? Su quali aspetti vale la pena coordinarci e condividere progetti, in modo da affrontare più efficacemente il cambiamento? Il programma del simposio è curato da Alessandra Vaccari. See more at: http://www.misa-associazione.org/index.php?a=na&id=35#sthash.lczxaiXv.dpuf
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