Giuseppe Samonà e Venezia. Un rapporto intimo fin dai suoi primi anni in questa città – a cui approda nel 1936 come professore ordinario di Elementi di Architettura e rilievo dei monumenti. Nel lungo periodo questa liaison di volta in volta si tramuterà in studi, ricerche, pubblicazioni, progetti. La lista dei contributi di Giuseppe Samonà su Venezia è davvero lunga (non serve adesso richiamarli qui): progetti di architettura, percorsi di ricerca, costruzioni, libri. Costruire la città con un libro. Lo studio, la conoscenza di questa città, la sua forma, contribuiscono inoltre a formulare e consolidare un particolare modo di intendere la trasmissibilità dell’architettura al di là delle consuetudini ereditate dalla Scuola di Belle Arti. Costruire la Scuola di Venezia attraverso la città. Venezia come altre città: Palermo, Napoli, Cefalù e soprattutto Roma, che insieme a Venezia sarà riferimento certo per buona parte della vita di Giuseppe Samonà. E’ possibile comprendere questi materiali per il libro su Venezia solo se si ha in mente l’originario interesse di Giuseppe Samonà per la storia dell’architettura e per il rilievo dei monumenti che caratterizza l’inizio della sua carriera. Gli straordinari disegni dei palazzi di Napoli, l’incredibile quantità di appunti riportati nei piccoli quaderni che raccolgono impressioni, misure, appunti grafici per il rilievo del Duomo di Cefalù, sono solo esempi di una attitudine fortemente radicata. Un primo sguardo a questi materiali per il libro su Venezia può in qualche modo contribuire a ricongiungere inizio e fine di una passione durata una vita e inoltre può, contribuire a illuminare il rapporto complesso tra storia, critica e progetto in questo personaggio controverso. Le note che seguono sono tuttavia relative solo al contenuto di alcuni fascicoli che direttamente o indirettamente riguardano il progetto del libro su Venezia: materiali eterogenei prodotti in occasioni e momenti diversi della carriera di Giuseppe e Egle riordinati secondo una precisa finalità sintetica per dargli la forma di un libro. Indagare “l’aria di famiglia” di una città, analizzandone i processi di trasformazione, significa cogliere la tensione ideale che ogni disegno urbano raggiunge attraverso l’incandescenza teorica del progetto di architettura. Le considerazioni di Giuseppe Samonà dimostrano che questo libro deve tendere a costruire l’idea di Venezia non tanto e non solo attraverso una cronologia storica ma anche con una rappresentazione della morfologia urbana nel suo divenire. Un disegno che per mezzo della “storia del presente” si materializza in una composizione delle “parti” di una città non più riducibili. Gli strumenti della composizione architettonica e urbana hanno un ruolo centrale nella “pratica” della storia del presente.

Studi e ricerche per un libro su Venezia. Per una teoria dei vuoti urbani

MARRAS, GIOVANNI
2006

Abstract

Giuseppe Samonà e Venezia. Un rapporto intimo fin dai suoi primi anni in questa città – a cui approda nel 1936 come professore ordinario di Elementi di Architettura e rilievo dei monumenti. Nel lungo periodo questa liaison di volta in volta si tramuterà in studi, ricerche, pubblicazioni, progetti. La lista dei contributi di Giuseppe Samonà su Venezia è davvero lunga (non serve adesso richiamarli qui): progetti di architettura, percorsi di ricerca, costruzioni, libri. Costruire la città con un libro. Lo studio, la conoscenza di questa città, la sua forma, contribuiscono inoltre a formulare e consolidare un particolare modo di intendere la trasmissibilità dell’architettura al di là delle consuetudini ereditate dalla Scuola di Belle Arti. Costruire la Scuola di Venezia attraverso la città. Venezia come altre città: Palermo, Napoli, Cefalù e soprattutto Roma, che insieme a Venezia sarà riferimento certo per buona parte della vita di Giuseppe Samonà. E’ possibile comprendere questi materiali per il libro su Venezia solo se si ha in mente l’originario interesse di Giuseppe Samonà per la storia dell’architettura e per il rilievo dei monumenti che caratterizza l’inizio della sua carriera. Gli straordinari disegni dei palazzi di Napoli, l’incredibile quantità di appunti riportati nei piccoli quaderni che raccolgono impressioni, misure, appunti grafici per il rilievo del Duomo di Cefalù, sono solo esempi di una attitudine fortemente radicata. Un primo sguardo a questi materiali per il libro su Venezia può in qualche modo contribuire a ricongiungere inizio e fine di una passione durata una vita e inoltre può, contribuire a illuminare il rapporto complesso tra storia, critica e progetto in questo personaggio controverso. Le note che seguono sono tuttavia relative solo al contenuto di alcuni fascicoli che direttamente o indirettamente riguardano il progetto del libro su Venezia: materiali eterogenei prodotti in occasioni e momenti diversi della carriera di Giuseppe e Egle riordinati secondo una precisa finalità sintetica per dargli la forma di un libro. Indagare “l’aria di famiglia” di una città, analizzandone i processi di trasformazione, significa cogliere la tensione ideale che ogni disegno urbano raggiunge attraverso l’incandescenza teorica del progetto di architettura. Le considerazioni di Giuseppe Samonà dimostrano che questo libro deve tendere a costruire l’idea di Venezia non tanto e non solo attraverso una cronologia storica ma anche con una rappresentazione della morfologia urbana nel suo divenire. Un disegno che per mezzo della “storia del presente” si materializza in una composizione delle “parti” di una città non più riducibili. Gli strumenti della composizione architettonica e urbana hanno un ruolo centrale nella “pratica” della storia del presente.
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