Come lui mentì al marito di lei - atto unico di George Bernard Shaw - Regia Walter le Moli. Con Paola De Crescenzo, Luca Nucera, Nanni Tormen; scene Tiziano Santi, luci Claudio Coloretti, costumi Gianluca Falaschi. Regia Walter Le Moli Produzione Fondazione Teatro Due di Parma. Cosa c’è di più esplosivo di un triangolo amoroso? Soprattutto se a scriverne è una delle penne più argute ed anticonformiste del novecento, quella di George Bernard Shaw, e se la liaison dangereuse non si svolge più in seno alla società vittoriana, in cui l’ha naturalmente calata l’autore, ma nella California hippie degli anni ’70. Nel breve atto unico Come lui mentì al marito di lei emerge tutta l’arguta vena ironica e l’originale abilità drammaturgica di Shaw, Premio Nobel nel ’25, grazie alla storia di un tradimento coniugale, in cui Shaw offre allo spettatore un’insolita chiave di lettura delle relazioni amorose. Shaw è un autore straordinario – afferma Le Moli - ma poco frequentato, forse perché sentito come lontano. Ecco perché l’ho avvicinato a noi trasportando il suo testo a San Francisco nel 1970, un luogo e un periodo che cinema, arte e letteratura ci han fatto conoscere a fondo. Questo slittamento è stato possibile senza cambiare una virgola del testo originale; la società californiana di quegli anni era puritana così come quella vittoriana, ma le conseguenze della “summer of love” hanno consentito di lavorare su un interessante cortocircuito. L’interno londinese diventa nell’allestimento di Fondazione Teatro Due un appartamento hippy-chic a San Francisco in Haight-Ashbury, quartiere che diede vita prima alla controcultura beatnik e poi a quella hippie; lui, lei e il marito di lei sono un giovane e talentuoso cantautore figlio dei fiori, innamorato follemente di una donna modaiola sposata a un ricco marito, esponente della più solida business-class americana. In un’atmosfera dominata dal trionfo della libertà e della fantasia, immersa nei riferimenti culturali dell’epoca, fra Hair e l’American pie cantata da Don Mc Lean, si scontrano l’autentica emancipazione del giovane amante e i timori puritani di una moglie affascinante quanto vuota. Sarà proprio il marito la chiave di volta della pièce, grazie a una reazione inaspettata alla scoperta del flirt. Nel giovane amante trovano spazio tutte le illusioni di un hippie dell’epoca, la purezza dei sentimenti, l’ingenuità naïves nell’affrontare i rapporti - continua le Moli – Ma la grande ironia di Shaw, che fra le righe sta parlando di etica sociale, affida la soluzione al marito, capace di intravedere nel tradimento della moglie la possibilità degli affari, trasformando i sentimenti in merce da mettere sul mercato. Fra la musica, i colori e le atmosfere tipiche della ribellione hippie al conformismo alienante della società dei consumi, si compie il paradossale e indiscutibile trionfo del business… Rappresentato dal 16 al 22 e dal 26 al 30 aprile 2013

Come lui mentì al marito di lei - Atto unico di George Bernard Shaw. Produzione Fondazione Teatro due di Parma dal 16 al 22 e dal 26 al 30 aprile 2013.

LE MOLI, WALTER
2013

Abstract

Come lui mentì al marito di lei - atto unico di George Bernard Shaw - Regia Walter le Moli. Con Paola De Crescenzo, Luca Nucera, Nanni Tormen; scene Tiziano Santi, luci Claudio Coloretti, costumi Gianluca Falaschi. Regia Walter Le Moli Produzione Fondazione Teatro Due di Parma. Cosa c’è di più esplosivo di un triangolo amoroso? Soprattutto se a scriverne è una delle penne più argute ed anticonformiste del novecento, quella di George Bernard Shaw, e se la liaison dangereuse non si svolge più in seno alla società vittoriana, in cui l’ha naturalmente calata l’autore, ma nella California hippie degli anni ’70. Nel breve atto unico Come lui mentì al marito di lei emerge tutta l’arguta vena ironica e l’originale abilità drammaturgica di Shaw, Premio Nobel nel ’25, grazie alla storia di un tradimento coniugale, in cui Shaw offre allo spettatore un’insolita chiave di lettura delle relazioni amorose. Shaw è un autore straordinario – afferma Le Moli - ma poco frequentato, forse perché sentito come lontano. Ecco perché l’ho avvicinato a noi trasportando il suo testo a San Francisco nel 1970, un luogo e un periodo che cinema, arte e letteratura ci han fatto conoscere a fondo. Questo slittamento è stato possibile senza cambiare una virgola del testo originale; la società californiana di quegli anni era puritana così come quella vittoriana, ma le conseguenze della “summer of love” hanno consentito di lavorare su un interessante cortocircuito. L’interno londinese diventa nell’allestimento di Fondazione Teatro Due un appartamento hippy-chic a San Francisco in Haight-Ashbury, quartiere che diede vita prima alla controcultura beatnik e poi a quella hippie; lui, lei e il marito di lei sono un giovane e talentuoso cantautore figlio dei fiori, innamorato follemente di una donna modaiola sposata a un ricco marito, esponente della più solida business-class americana. In un’atmosfera dominata dal trionfo della libertà e della fantasia, immersa nei riferimenti culturali dell’epoca, fra Hair e l’American pie cantata da Don Mc Lean, si scontrano l’autentica emancipazione del giovane amante e i timori puritani di una moglie affascinante quanto vuota. Sarà proprio il marito la chiave di volta della pièce, grazie a una reazione inaspettata alla scoperta del flirt. Nel giovane amante trovano spazio tutte le illusioni di un hippie dell’epoca, la purezza dei sentimenti, l’ingenuità naïves nell’affrontare i rapporti - continua le Moli – Ma la grande ironia di Shaw, che fra le righe sta parlando di etica sociale, affida la soluzione al marito, capace di intravedere nel tradimento della moglie la possibilità degli affari, trasformando i sentimenti in merce da mettere sul mercato. Fra la musica, i colori e le atmosfere tipiche della ribellione hippie al conformismo alienante della società dei consumi, si compie il paradossale e indiscutibile trionfo del business… Rappresentato dal 16 al 22 e dal 26 al 30 aprile 2013
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