La percezione della realtà materiale avviene mediante il rilevamento dello strato liminare dei corpi. Unica eccezione potrebbe essere la totale trasparenza, peraltro difficilmente riscontrabile in natura. Ogni architettura è rilevabile attraverso i suoi limini, così come ogni materiale ivi impiegato è visibile nei suoi lati esposti. La sola trasparenza potrebbe produrre effetti diversi, ma sempre rapportabili a condizioni di percezione superficiale. Sia esternamente, sia all’interno degli spazi configurati si coglie solo la periferia delle architetture, quell’ultima soglia materiale capace di rendersi visibile, o tangibile, gustabile, odorabile, eventualmente udibile. Tale strato pellicolare è quello che, in misura considerevole, è in grado di determinare la qualità degli spazi, qualità strettamente relata con la prestazione di aspetto. Se ogni limine è visibile sicuramente esso sarà colorato, persino nel caso di assenza di luce, attraverso un colore acromatico. Alcune caratteristiche della materia, fra le quali spicca l’aspetto cromatico dei corpi fisici e dei luoghi, contribuiscono alla qualità ambientale. Moltissimi luoghi antropizzati si sono connotati lungo la loro storia attraverso una serie di specifici tratti distintivi, tra i quali il colore è divenuto spesso un fattore emblematico, di identificazione determinante. Con l’avvento di una civiltà tecnologica globalizzata e omologante, anticipata dal macchinismo e dall’industrialesimo, si stanno modificando le regole di identificazione e di interpretazione consolidatesi nel tempo. Stanno entrando nell’oblio le motivazioni che stavano alla base di scelte materiche e culturali, attraverso la sostituzione di cromie, toni e saturazioni notevolmente diversi rispetto al passato. Sull’onda di alcuni fraintendimenti le architetture tendono ad essere considerate altro rispetto a ciò che furono, adottando materiali e tecniche che realizzano cromie spesso estemporanee. Leggere il contesto contemporaneo attraverso il limine colorato dei materiali impiegati nelle architetture può rilevarsi strumento di sicuro interesse, nonché un punto di vista privilegiato a causa della sua trasversalità fra molteplici saperi.

L’ARCHITETTURA E I SUOI LIMINI CROMATICI

ZENNARO, PIETRO;
2008

Abstract

La percezione della realtà materiale avviene mediante il rilevamento dello strato liminare dei corpi. Unica eccezione potrebbe essere la totale trasparenza, peraltro difficilmente riscontrabile in natura. Ogni architettura è rilevabile attraverso i suoi limini, così come ogni materiale ivi impiegato è visibile nei suoi lati esposti. La sola trasparenza potrebbe produrre effetti diversi, ma sempre rapportabili a condizioni di percezione superficiale. Sia esternamente, sia all’interno degli spazi configurati si coglie solo la periferia delle architetture, quell’ultima soglia materiale capace di rendersi visibile, o tangibile, gustabile, odorabile, eventualmente udibile. Tale strato pellicolare è quello che, in misura considerevole, è in grado di determinare la qualità degli spazi, qualità strettamente relata con la prestazione di aspetto. Se ogni limine è visibile sicuramente esso sarà colorato, persino nel caso di assenza di luce, attraverso un colore acromatico. Alcune caratteristiche della materia, fra le quali spicca l’aspetto cromatico dei corpi fisici e dei luoghi, contribuiscono alla qualità ambientale. Moltissimi luoghi antropizzati si sono connotati lungo la loro storia attraverso una serie di specifici tratti distintivi, tra i quali il colore è divenuto spesso un fattore emblematico, di identificazione determinante. Con l’avvento di una civiltà tecnologica globalizzata e omologante, anticipata dal macchinismo e dall’industrialesimo, si stanno modificando le regole di identificazione e di interpretazione consolidatesi nel tempo. Stanno entrando nell’oblio le motivazioni che stavano alla base di scelte materiche e culturali, attraverso la sostituzione di cromie, toni e saturazioni notevolmente diversi rispetto al passato. Sull’onda di alcuni fraintendimenti le architetture tendono ad essere considerate altro rispetto a ciò che furono, adottando materiali e tecniche che realizzano cromie spesso estemporanee. Leggere il contesto contemporaneo attraverso il limine colorato dei materiali impiegati nelle architetture può rilevarsi strumento di sicuro interesse, nonché un punto di vista privilegiato a causa della sua trasversalità fra molteplici saperi.
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