Con la caduta della Repubblica la profanazione dei luoghi di culto è all’ordine del giorno a Venezia. La chiusura e le demolizioni di chiese e complessi conventuali vengono stabilite dai decreti del 28 luglio 1806 e del 25 aprile 1810. Le parrocchie vengono accorpate; gli edifici ridestinati a nuovi usi, quali caserme, scuole, ospedali. In epoca napoleonica, e poi austriaca, comincia una vera e propria riorganizzazione all’interno della città e della laguna, riorganizzazione che comportò un nuovo assetto degli spazi urbani in città e la scomparsa di molte delle isole conventuali in laguna. In ambito urbano è talmente dirompente il cambiamento che si sente la necessità di ridisegnare nuove piante di città. La prima, redatta nel 1821 da Giovanni Battista Paganuzzi, e la seconda, nel 1844 da Antonio Quadri, rappresentano la suddivisione nelle nuove parrocchie, segnando in un certo modo la nuova geografia e una nuova modalità di rappresentare la città. I fatti della Storia sono quelli brevemente enunciati qui sopra, ma quello che si vuole proporre con questo contributo è che sono possibili altre Storie. Esistono infatti nuove forme di narrazione e di messa in scena, di ‘visibilità’, dei risultati delle ricerche grazie alle tecnologie informatiche. La ricerca archivistica coniugata alla geolocalizzazione degli eventi e la messa a sistema dei dati attraverso un HGis (Historical Geographic information system) consentono di ‘visualizzare’ gli esiti delle ricerche e di comunicare, attraverso immagini e video, i contenuti delle ricerche stesse. Proporre la restituzione di una pianta della città di Venezia, o della sua laguna, con la localizzazione delle chiese prima della caduta della Repubblica e dopo il 1848 consente una comunicazione immediata ed efficace dei dati quantitativi e qualitativi. Ad esempio, consente di ‘vedere’ attraverso quali processi sono avvenute le soppressioni e in quale arco temporale, facendo divenire Spazio e Tempo le coordinate degli eventi della storia.

1797-1848: “tempi infelicissimi” per la Chiesa veneziana : trasformazioni urbane e nuove geografie

Ferrighi, Alessandra
2017

Abstract

Con la caduta della Repubblica la profanazione dei luoghi di culto è all’ordine del giorno a Venezia. La chiusura e le demolizioni di chiese e complessi conventuali vengono stabilite dai decreti del 28 luglio 1806 e del 25 aprile 1810. Le parrocchie vengono accorpate; gli edifici ridestinati a nuovi usi, quali caserme, scuole, ospedali. In epoca napoleonica, e poi austriaca, comincia una vera e propria riorganizzazione all’interno della città e della laguna, riorganizzazione che comportò un nuovo assetto degli spazi urbani in città e la scomparsa di molte delle isole conventuali in laguna. In ambito urbano è talmente dirompente il cambiamento che si sente la necessità di ridisegnare nuove piante di città. La prima, redatta nel 1821 da Giovanni Battista Paganuzzi, e la seconda, nel 1844 da Antonio Quadri, rappresentano la suddivisione nelle nuove parrocchie, segnando in un certo modo la nuova geografia e una nuova modalità di rappresentare la città. I fatti della Storia sono quelli brevemente enunciati qui sopra, ma quello che si vuole proporre con questo contributo è che sono possibili altre Storie. Esistono infatti nuove forme di narrazione e di messa in scena, di ‘visibilità’, dei risultati delle ricerche grazie alle tecnologie informatiche. La ricerca archivistica coniugata alla geolocalizzazione degli eventi e la messa a sistema dei dati attraverso un HGis (Historical Geographic information system) consentono di ‘visualizzare’ gli esiti delle ricerche e di comunicare, attraverso immagini e video, i contenuti delle ricerche stesse. Proporre la restituzione di una pianta della città di Venezia, o della sua laguna, con la localizzazione delle chiese prima della caduta della Repubblica e dopo il 1848 consente una comunicazione immediata ed efficace dei dati quantitativi e qualitativi. Ad esempio, consente di ‘vedere’ attraverso quali processi sono avvenute le soppressioni e in quale arco temporale, facendo divenire Spazio e Tempo le coordinate degli eventi della storia.
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