In architettura non è frequente descrivere un nuovo sistema tecnologico, un nuovo modo di sviluppare e considerare le correlazioni e gli aspetti tecnici tra le parti che costituiscono il sistema ambientale e, così, l’edificio. Non è frequente perché nella pratica edilizia difficilmente entrano innovazioni radicali, in virtù delle quali si possa descrivere una nuova articolazione di elementi tecnici, pratiche costruttive, strategie progettuali e obiettivi. L’innovazione della componente materiale dell’architettura è più spesso figlia delle trasformazioni che delle rivoluzioni. Il sistema tecnologico che prevede l’impiego dei profili in acciaio sagomato a freddo (Cold Formed Steel, CFS) porta al progetto, la produzione e la messa in opera di telai leggeri (Lightweight Steel Frame, LSF) e l’evoluzione tecnica della produzione industrializzata consente di progettare edifici con lo stesso livello di dettaglio che si ha nel disegno industriale di oggetti prodotti on demand. Progettare edifici con strutture a telaio realizzate con acciaio spesso un millimetro (o poco più) non è usuale nel contesto italiano. Altrettanto nuovo è descrivere come sia possibile impiegare tale tecnologia, quali sono le pratiche consolidate e quali i confini d’innovazione sui quali fondare il proprio progetto. Per affrontare queste sfide è importante tener saldi quegli esempi, pochi, che hanno per primi in Italia mostrato le potenzialità del materiale e del processo progettuale che porta alla costruzione di un edificio in lightweight steel frame. Ampliando il contesto di riferimenti, uscendo dall’ambito italiano, è possibile leggere le recenti evoluzioni di un quadro normativo europeo: strumenti per la progettazione e ambito di ricerca ingegneristica. Si trovano edifici che impiegano l’acciaio sagomato a freddo in abbinamento con legno, calcestruzzo armato e acciaio: le aste di CFS vengono sfruttate per la loro leggerezza, la pre- cisa esecuzione e la semplice lavorabilità sia in stabilimento che in cantiere. I rimandi alle prime normative per il dimensionamento strutturale portano al confronto con le ricerche della Cornell University e i rendiconti degli istituti e dei consorzi di costruttori americani. Il confronto con il nuovo contesto economico dell’edilizia e alcune sue industrie forti, mostra come la costruzione in LSF possa ampliare il mercato e offrire una radicale innovazione nel modo di progettare. Lo studio del contesto storico smorza l’euforia di chi pensa di trovarsi al confronto con una profonda novità, una radicale trasformazione dei modi di costruire. Lo studio del contesto storico carica di consapevolezza e fonda le intenzioni di chi ha dinnanzi a sé la possibilità di impiegare una soluzione che non è solamente strutturale ma è tecnologica, di sistema. Un sistema che non è complesso nella lavorazione in cantiere ma che è raffinato nella preparazione in officina e innovativo per gli spunti che derivano dall’impiego di software avanzati, che consentono non solo la progettazione di un edificio nel luogo e per le esigenze espresse ma anche lo sviluppo dell’architettura più complessa, che è fatta delle relazioni con la nuova dimensione dell’ecocompatibilità, con la quale ogni realizzazione e produzione è chiamata a confronto. Il sistema LSF è frutto delle innovazioni incrementali: le prime lavorazioni del metallo a spessori sottili impiegate in architettura hanno sviluppato dettagli, hanno prodotto macchinari e hanno subito e sfruttato le contaminazioni con altri settori. Le rivoluzioni industriali hanno portato i progettisti e i pensatori a paragonare gli edifici ad automobili, ad aerei e a navi: si parla di industria- lizzazione edilizia e di progetti che gli architetti stessi riconoscevano come di rottura rispetto ad una prassi produttiva che, di fatto, non esisteva se non nell’artigianalità del cantiere. Il sistema LSF deve molto anche ai grandi sconvolgimenti della storia. La conquista del west ha costellato l’America di edifici in telaio di legno (balloon frame), tanto simile al telaio d’acciaio realizzato con profili leggeri. La ricostruzione postbellica giapponese ha consentito di sviluppare una prefabbricazione dell’edilizia che sta ancora innovando e ricercando i limiti delle costruzioni in acciaio sagomato a freddo. Il sistema LSF si offre alle innovazioni radicali del nostro tempo. Progettare con l’acciaio sagomato a freddo sposta il tempo dello sviluppo dell’architettura dal cantiere al progetto. La costruzione di un’architettura complessa non allunga i tempi di produzione delle aste o la messa in opera ma porta il progettista a sviluppare articolati sistemi di relazione e dialogo con le figure specialistiche necessarie a rendere altamente prestazionali gli edifici. Anche il confronto con gli utenti e i committenti può essere ampliato e i nuovi scenari di innovazione e sviluppo prefigurati dalle ricerche mostrano come questo dialogo possa essere duraturo quanto e più del tempo di vita utile del costruito e possa coinvolgere molte più persone di quante vivranno o vedranno il nuovo edificio.

Progettare e costruire in acciaio sagomato a freddo

BARUCCO, MARIAANTONIA
2015-01-01

Abstract

In architettura non è frequente descrivere un nuovo sistema tecnologico, un nuovo modo di sviluppare e considerare le correlazioni e gli aspetti tecnici tra le parti che costituiscono il sistema ambientale e, così, l’edificio. Non è frequente perché nella pratica edilizia difficilmente entrano innovazioni radicali, in virtù delle quali si possa descrivere una nuova articolazione di elementi tecnici, pratiche costruttive, strategie progettuali e obiettivi. L’innovazione della componente materiale dell’architettura è più spesso figlia delle trasformazioni che delle rivoluzioni. Il sistema tecnologico che prevede l’impiego dei profili in acciaio sagomato a freddo (Cold Formed Steel, CFS) porta al progetto, la produzione e la messa in opera di telai leggeri (Lightweight Steel Frame, LSF) e l’evoluzione tecnica della produzione industrializzata consente di progettare edifici con lo stesso livello di dettaglio che si ha nel disegno industriale di oggetti prodotti on demand. Progettare edifici con strutture a telaio realizzate con acciaio spesso un millimetro (o poco più) non è usuale nel contesto italiano. Altrettanto nuovo è descrivere come sia possibile impiegare tale tecnologia, quali sono le pratiche consolidate e quali i confini d’innovazione sui quali fondare il proprio progetto. Per affrontare queste sfide è importante tener saldi quegli esempi, pochi, che hanno per primi in Italia mostrato le potenzialità del materiale e del processo progettuale che porta alla costruzione di un edificio in lightweight steel frame. Ampliando il contesto di riferimenti, uscendo dall’ambito italiano, è possibile leggere le recenti evoluzioni di un quadro normativo europeo: strumenti per la progettazione e ambito di ricerca ingegneristica. Si trovano edifici che impiegano l’acciaio sagomato a freddo in abbinamento con legno, calcestruzzo armato e acciaio: le aste di CFS vengono sfruttate per la loro leggerezza, la pre- cisa esecuzione e la semplice lavorabilità sia in stabilimento che in cantiere. I rimandi alle prime normative per il dimensionamento strutturale portano al confronto con le ricerche della Cornell University e i rendiconti degli istituti e dei consorzi di costruttori americani. Il confronto con il nuovo contesto economico dell’edilizia e alcune sue industrie forti, mostra come la costruzione in LSF possa ampliare il mercato e offrire una radicale innovazione nel modo di progettare. Lo studio del contesto storico smorza l’euforia di chi pensa di trovarsi al confronto con una profonda novità, una radicale trasformazione dei modi di costruire. Lo studio del contesto storico carica di consapevolezza e fonda le intenzioni di chi ha dinnanzi a sé la possibilità di impiegare una soluzione che non è solamente strutturale ma è tecnologica, di sistema. Un sistema che non è complesso nella lavorazione in cantiere ma che è raffinato nella preparazione in officina e innovativo per gli spunti che derivano dall’impiego di software avanzati, che consentono non solo la progettazione di un edificio nel luogo e per le esigenze espresse ma anche lo sviluppo dell’architettura più complessa, che è fatta delle relazioni con la nuova dimensione dell’ecocompatibilità, con la quale ogni realizzazione e produzione è chiamata a confronto. Il sistema LSF è frutto delle innovazioni incrementali: le prime lavorazioni del metallo a spessori sottili impiegate in architettura hanno sviluppato dettagli, hanno prodotto macchinari e hanno subito e sfruttato le contaminazioni con altri settori. Le rivoluzioni industriali hanno portato i progettisti e i pensatori a paragonare gli edifici ad automobili, ad aerei e a navi: si parla di industria- lizzazione edilizia e di progetti che gli architetti stessi riconoscevano come di rottura rispetto ad una prassi produttiva che, di fatto, non esisteva se non nell’artigianalità del cantiere. Il sistema LSF deve molto anche ai grandi sconvolgimenti della storia. La conquista del west ha costellato l’America di edifici in telaio di legno (balloon frame), tanto simile al telaio d’acciaio realizzato con profili leggeri. La ricostruzione postbellica giapponese ha consentito di sviluppare una prefabbricazione dell’edilizia che sta ancora innovando e ricercando i limiti delle costruzioni in acciaio sagomato a freddo. Il sistema LSF si offre alle innovazioni radicali del nostro tempo. Progettare con l’acciaio sagomato a freddo sposta il tempo dello sviluppo dell’architettura dal cantiere al progetto. La costruzione di un’architettura complessa non allunga i tempi di produzione delle aste o la messa in opera ma porta il progettista a sviluppare articolati sistemi di relazione e dialogo con le figure specialistiche necessarie a rendere altamente prestazionali gli edifici. Anche il confronto con gli utenti e i committenti può essere ampliato e i nuovi scenari di innovazione e sviluppo prefigurati dalle ricerche mostrano come questo dialogo possa essere duraturo quanto e più del tempo di vita utile del costruito e possa coinvolgere molte più persone di quante vivranno o vedranno il nuovo edificio.
2015
9788896386446
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11578/250498
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