Eteocle, Polinice, Antigone, Ismene: una variazione del mito dei quattro fratelli, i figli di Edipo, stretti dal legame indissolubile nel nome del marchio genetico del male, è raccontata nel dialogo serrato che li coinvolge, due a due, in tre momenti diversi della loro storia dannata. Scena prima: Ismene e Polinice. A Tebe, prima della scoperta della vera identità di Edipo, prima del suicidio della madre e dell'esilio del padre, la quotidianità giocosa e spensierata dei fratelli è un paradiso in terra che coinvolge in modo simbiotico i quattro adolescenti. Ma nel dialogo tra Ismene e Polinice, i fratelli più deboli, emergono già evidenti i segni di un eccesso di endogamia. Scena seconda: Antigone e Eteocle. Nella città marcia dalla peste e assediata dalla guerra, il volto del fratello è diventato ormai il volto del nemico. L'inflessibile Antigone è una Lady Macbeth assetata di potere che incita Eteocle, il fratello amato di un amore più che fraterno, alla spietata conservazione del potere. Scena terza: Antigone e Polinice. Nella prima notte di quiete dopo la fine della guerra, nella città segnata dal conflitto e dalla morte dei fratelli nel duello fratricida, Polinice torna come fantasma di sogno per chiedere pietà alla sorella Antigone: per convincerla a "fare la sua parte" nella tragedia.

Costellazioni da Edipo - I figli di Edipo, lettura teatrale

Monica Centanni;Daniela Sacco
2014-01-01

Abstract

Eteocle, Polinice, Antigone, Ismene: una variazione del mito dei quattro fratelli, i figli di Edipo, stretti dal legame indissolubile nel nome del marchio genetico del male, è raccontata nel dialogo serrato che li coinvolge, due a due, in tre momenti diversi della loro storia dannata. Scena prima: Ismene e Polinice. A Tebe, prima della scoperta della vera identità di Edipo, prima del suicidio della madre e dell'esilio del padre, la quotidianità giocosa e spensierata dei fratelli è un paradiso in terra che coinvolge in modo simbiotico i quattro adolescenti. Ma nel dialogo tra Ismene e Polinice, i fratelli più deboli, emergono già evidenti i segni di un eccesso di endogamia. Scena seconda: Antigone e Eteocle. Nella città marcia dalla peste e assediata dalla guerra, il volto del fratello è diventato ormai il volto del nemico. L'inflessibile Antigone è una Lady Macbeth assetata di potere che incita Eteocle, il fratello amato di un amore più che fraterno, alla spietata conservazione del potere. Scena terza: Antigone e Polinice. Nella prima notte di quiete dopo la fine della guerra, nella città segnata dal conflitto e dalla morte dei fratelli nel duello fratricida, Polinice torna come fantasma di sogno per chiedere pietà alla sorella Antigone: per convincerla a "fare la sua parte" nella tragedia.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11578/272076
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