È l'ultima notte di Ulisse a Itaca, prima della partenza per il secondo viaggio. Ulisse ha già deciso di ripartire, non l'ha detto a nessuno, ma tutti hanno capito la sua inquietudine. In sogno gli compaiono le Sirene che cercano (come l'altra volta) di trattenerlo, di portarlo 'indietro'. Questa volta Ulisse non ha tappi di cera che possano tappargli le orecchie – i fantasmi del sogno penetrano, comunque, a dispetto di ogni tentativo di sordità. E i fantasmi – voci e corpi di donne che ha conosciuto – gli parlano di quel che è stato, di quel che lascia e che potrà perdere per sempre. Perché questa volta partire vuol dire perdersi per sempre: vuol dire perdere memoria, dimenticare l'esperienza di tutte le avventure passate, in cerca dell'ultima avventura. Le Sirene (come l’altra volta) lo ammaliano, cercano di incantare il suo cuore e la sua mente. Il loro canto si fa voce di Circe, e poi di Calipso, e poi di Penelope: tutte voci che lo chiamano indietro promettendogli il passato. Ma Ulisse ormai ammalato di impresa e di avventura, vuole il futuro.

Circe, Calipso, Penelope e le Sirene. Il sogno di Ulisse, azione teatrale

Monica Centanni;Daniela Sacco
2013

Abstract

È l'ultima notte di Ulisse a Itaca, prima della partenza per il secondo viaggio. Ulisse ha già deciso di ripartire, non l'ha detto a nessuno, ma tutti hanno capito la sua inquietudine. In sogno gli compaiono le Sirene che cercano (come l'altra volta) di trattenerlo, di portarlo 'indietro'. Questa volta Ulisse non ha tappi di cera che possano tappargli le orecchie – i fantasmi del sogno penetrano, comunque, a dispetto di ogni tentativo di sordità. E i fantasmi – voci e corpi di donne che ha conosciuto – gli parlano di quel che è stato, di quel che lascia e che potrà perdere per sempre. Perché questa volta partire vuol dire perdersi per sempre: vuol dire perdere memoria, dimenticare l'esperienza di tutte le avventure passate, in cerca dell'ultima avventura. Le Sirene (come l’altra volta) lo ammaliano, cercano di incantare il suo cuore e la sua mente. Il loro canto si fa voce di Circe, e poi di Calipso, e poi di Penelope: tutte voci che lo chiamano indietro promettendogli il passato. Ma Ulisse ormai ammalato di impresa e di avventura, vuole il futuro.
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