Il monumento si impone al visitatore per la particolare eleganza e per essere adeguato al grado culturale e sociale del defunto, che in più occasioni si fece onore, godendo della stima dei concittadini. Si tratta del sepolcro neoclassico ideato e realizzato dall’artista Vincenzo Vannini (1791-1873) su progetto di Luigi Roncagli (1767-1839). L’iconografia è legata al gusto dell’Antico e concepito sul ricordo di manufatti scultorei romani, forse su indicazione della stessa committenza. Lo scultore Roncagli lo realizzò con sapienza d’arte nelle figure del bassorilievo, negli ornati e nel bellissimo drappeggio, quest’ultimo realizzato con la stessa tecnica usata dal contemporaneo celebre Giovanni Putti (tela grossa di canapa, imbibita di colla, più volte ricoperta di gesso e rifinita con stecche di legno). Il modello architettonico deriva dalle tavole incise della Trattatistica Settecentesca e più precisamente dall’opera editoriale piranesiana. Tutta la composizione può essere interpretata non solo come cordoglio delle Arti, ma altresì come appartenenza del conte Palmieri Bocchi (1773-1815) alla Libera Muratoria.

Monumento funebre di Paolo Palmieri Bocchi

LUCCHESE, VINCENZO
2009

Abstract

Il monumento si impone al visitatore per la particolare eleganza e per essere adeguato al grado culturale e sociale del defunto, che in più occasioni si fece onore, godendo della stima dei concittadini. Si tratta del sepolcro neoclassico ideato e realizzato dall’artista Vincenzo Vannini (1791-1873) su progetto di Luigi Roncagli (1767-1839). L’iconografia è legata al gusto dell’Antico e concepito sul ricordo di manufatti scultorei romani, forse su indicazione della stessa committenza. Lo scultore Roncagli lo realizzò con sapienza d’arte nelle figure del bassorilievo, negli ornati e nel bellissimo drappeggio, quest’ultimo realizzato con la stessa tecnica usata dal contemporaneo celebre Giovanni Putti (tela grossa di canapa, imbibita di colla, più volte ricoperta di gesso e rifinita con stecche di legno). Il modello architettonico deriva dalle tavole incise della Trattatistica Settecentesca e più precisamente dall’opera editoriale piranesiana. Tutta la composizione può essere interpretata non solo come cordoglio delle Arti, ma altresì come appartenenza del conte Palmieri Bocchi (1773-1815) alla Libera Muratoria.
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