Il saggio in questione ha il carattere di introduzione (e di spiegazione) approfondita per i lettori italiani alla metodologia ritmanalitica elaborata da Henri Lefebvre. Élements de rythmanalyse è l’ultimo di sei volumi sul tema della vita quotidiana scritti da Henri Lefebvre nell’arco di più di mezzo secolo. In questo libro, pubblicato postumo nel 1992, un anno dopo la sua scomparsa, Lefebvre si concentra sulla descrizione del rapporto tra il corpo, i suoi ritmi e lo spazio circostante, sulla produzione di una metodologia per l’analisi del dominio del tempo lineare su quello ciclico nella società capitalista, e indica le basi metodologiche per un progetto di critica della vita quotidiana radicalmente diverso da qualsiasi studio sulla vita quotidiana. La ritmanalisi non è una metodologia “rigorosa” perché fonda i propri principi costitutivi sull’astrazione e sulla soggettività del ricercatore. Per Lefebvre, tutto quello che le metodologie consolidate di ricerca considerano come requisiti fondamentali – la pretesa di oggettività nell’analisi, la non partgianeria del ricercatore – e sulle quali le scienze sociali hanno tratto legittimazione nell’ultimo secolo e mezzo, rappresenta, invece, un limite fatale che spesso conduce il ricercatore e la sua ricerca di fronte al celebre aforisma hegeliano: «ciò che è noto non per questo è conosciuto». Il volume, curato e tradotto da Guido Borelli contiene l’introduzione all’edizione originale scritta da René Lourau e una postafazione scritta appositamente per la traduzione italiana da Remi Hess.

Introduzione alla traduzione italiana di Élements de rythmanalyse

Guido Borelli
2019

Abstract

Il saggio in questione ha il carattere di introduzione (e di spiegazione) approfondita per i lettori italiani alla metodologia ritmanalitica elaborata da Henri Lefebvre. Élements de rythmanalyse è l’ultimo di sei volumi sul tema della vita quotidiana scritti da Henri Lefebvre nell’arco di più di mezzo secolo. In questo libro, pubblicato postumo nel 1992, un anno dopo la sua scomparsa, Lefebvre si concentra sulla descrizione del rapporto tra il corpo, i suoi ritmi e lo spazio circostante, sulla produzione di una metodologia per l’analisi del dominio del tempo lineare su quello ciclico nella società capitalista, e indica le basi metodologiche per un progetto di critica della vita quotidiana radicalmente diverso da qualsiasi studio sulla vita quotidiana. La ritmanalisi non è una metodologia “rigorosa” perché fonda i propri principi costitutivi sull’astrazione e sulla soggettività del ricercatore. Per Lefebvre, tutto quello che le metodologie consolidate di ricerca considerano come requisiti fondamentali – la pretesa di oggettività nell’analisi, la non partgianeria del ricercatore – e sulle quali le scienze sociali hanno tratto legittimazione nell’ultimo secolo e mezzo, rappresenta, invece, un limite fatale che spesso conduce il ricercatore e la sua ricerca di fronte al celebre aforisma hegeliano: «ciò che è noto non per questo è conosciuto». Il volume, curato e tradotto da Guido Borelli contiene l’introduzione all’edizione originale scritta da René Lourau e una postafazione scritta appositamente per la traduzione italiana da Remi Hess.
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