La cosiddetta crisi europea dei rifugiati iniziata nel 2014 ha messo in luce una crisi dei sistemi di accoglienza nazionali ed europei. La tesi approfondisce il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) in Italia, definito un modello positivo, anche per ragioni connesse ad aspetti territoriali. Si può dunque considerare lo SPRAR (che sarebbe una politica sociale) alla stregua di una politica territoriale, poiché chiede al territorio di mettere in gioco attori e risorse locali per rispondere a un bisogno sociale. La questione emergente, per quanto non originale dell’accoglienza ma comune a molte politiche pubbliche, è quella del passaggio da una decisione presa dall’alto alla sua implementazione, cioè della sua trasformazione in una politica locale. La tesi analizza criticità e opportunità dell’accoglienza sui territori, prendendo come oggetto di studio i progetti SPRAR nei comuni metropolitani dell’hinterland milanese. Nell’interpretazione dello stato dell’arte della ricerca empirica emergono, infatti, nuove tendenze insediative e localizzative dei migranti in Italia. È in atto, in particolare, un processo di suburbanizzazione e ruralizzazione che, per rifugiati e richiedenti asilo, non rappresenta una scelta personale ma piuttosto l’esito di politiche che hanno uno specifico obiettivo di redistribuzione. L’approfondimento dei progetti SPRAR dei comuni metropolitani permette alcune riflessioni sui principi guida del sistema (adesione volontaria, accoglienza diffusa e integrata, coinvolgimento degli enti locali e delega al terzo settore). Innanzitutto, accogliere non dovrebbe essere una scelta politica. Eppure i sindaci che decidono di aderire volontariamente a un modello positivo di accoglienza rischiano ripercussioni sul consenso elettorale. Chi aderiva allo SPRAR prima del 2015, poteva permettersi uno stile di governo anticipatorio rispetto al problema, mentre chi si è attivato durante la crisi è costretta a giustificare la scelta come una reazione, mirata a tutelarsi dai grandi centri prefettizi. In secondo luogo, la diffusione di pochi accolti in tanti comuni ha il merito di evitare concentrazioni e segregazioni tipiche dei centri di accoglienza straordinaria, ma rischia di essere controproducente in un contesto di impoverimento del welfare. I progetti SPRAR seguono infatti il principio di un’accoglienza integrata con il welfare locale (non categoriale o assistenziale). In realtà periferiche, marginali e/o fragili, come i comuni delle cinture metropolitane, l’accoglienza integrata si scontra, però, con lo strutturale deficit di servizi territoriali socio-sanitari in cui versano molti comuni italiani. L’argine che il modello SPRAR mette a tali criticità è la territorializzazione delle politiche, in termini di delega al terzo settore e coinvolgimento dell’ente locale. Una territorializzazione intesa sia in una prospettiva di governance multilivello, dunque di decentramento dell’implementazione delle politiche, sia di definizione del territorio come strumento. Le azioni e le decisioni prese nella gestione dei progetti dimostrano infatti la capacità degli attori locali (istituzionali e non) di sfruttare le risorse del territorio, usandolo come strumento a servizio dello SPRAR. Il territorio dell’accoglienza, dunque, è governato o è caotico? Nei progetti- esito locale di politiche centrali- si sovrappongono due dimensioni: quella di una struttura dentro la quale i soggetti si muovono con libertà limitate secondo un modello di governamentalità foucoltiana che riprende le tecniche dei dispositivi di sicurezza ; e quella fatta di assemblaggi e interazioni, anche casuali tra elementi umani e non (attanti) che partecipano a un’azione collettiva. Il territorio dell’accoglienza SPRAR si configura dunque come il frutto di specificità di contesto sociale, caratteristiche territoriali e rapporti di causa-effetto su scale differenti.

Il territorio dell’accoglienza. Lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) nei comuni della Città Metropolitana di Milano (2014- 2018) / Albanese, Flavia. - (2020 May 19). [10.25432/albanese-flavia_phd2020-05-19]

Il territorio dell’accoglienza. Lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) nei comuni della Città Metropolitana di Milano (2014- 2018)

ALBANESE, FLAVIA
2020-05-19T00:00:00+02:00

Abstract

La cosiddetta crisi europea dei rifugiati iniziata nel 2014 ha messo in luce una crisi dei sistemi di accoglienza nazionali ed europei. La tesi approfondisce il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) in Italia, definito un modello positivo, anche per ragioni connesse ad aspetti territoriali. Si può dunque considerare lo SPRAR (che sarebbe una politica sociale) alla stregua di una politica territoriale, poiché chiede al territorio di mettere in gioco attori e risorse locali per rispondere a un bisogno sociale. La questione emergente, per quanto non originale dell’accoglienza ma comune a molte politiche pubbliche, è quella del passaggio da una decisione presa dall’alto alla sua implementazione, cioè della sua trasformazione in una politica locale. La tesi analizza criticità e opportunità dell’accoglienza sui territori, prendendo come oggetto di studio i progetti SPRAR nei comuni metropolitani dell’hinterland milanese. Nell’interpretazione dello stato dell’arte della ricerca empirica emergono, infatti, nuove tendenze insediative e localizzative dei migranti in Italia. È in atto, in particolare, un processo di suburbanizzazione e ruralizzazione che, per rifugiati e richiedenti asilo, non rappresenta una scelta personale ma piuttosto l’esito di politiche che hanno uno specifico obiettivo di redistribuzione. L’approfondimento dei progetti SPRAR dei comuni metropolitani permette alcune riflessioni sui principi guida del sistema (adesione volontaria, accoglienza diffusa e integrata, coinvolgimento degli enti locali e delega al terzo settore). Innanzitutto, accogliere non dovrebbe essere una scelta politica. Eppure i sindaci che decidono di aderire volontariamente a un modello positivo di accoglienza rischiano ripercussioni sul consenso elettorale. Chi aderiva allo SPRAR prima del 2015, poteva permettersi uno stile di governo anticipatorio rispetto al problema, mentre chi si è attivato durante la crisi è costretta a giustificare la scelta come una reazione, mirata a tutelarsi dai grandi centri prefettizi. In secondo luogo, la diffusione di pochi accolti in tanti comuni ha il merito di evitare concentrazioni e segregazioni tipiche dei centri di accoglienza straordinaria, ma rischia di essere controproducente in un contesto di impoverimento del welfare. I progetti SPRAR seguono infatti il principio di un’accoglienza integrata con il welfare locale (non categoriale o assistenziale). In realtà periferiche, marginali e/o fragili, come i comuni delle cinture metropolitane, l’accoglienza integrata si scontra, però, con lo strutturale deficit di servizi territoriali socio-sanitari in cui versano molti comuni italiani. L’argine che il modello SPRAR mette a tali criticità è la territorializzazione delle politiche, in termini di delega al terzo settore e coinvolgimento dell’ente locale. Una territorializzazione intesa sia in una prospettiva di governance multilivello, dunque di decentramento dell’implementazione delle politiche, sia di definizione del territorio come strumento. Le azioni e le decisioni prese nella gestione dei progetti dimostrano infatti la capacità degli attori locali (istituzionali e non) di sfruttare le risorse del territorio, usandolo come strumento a servizio dello SPRAR. Il territorio dell’accoglienza, dunque, è governato o è caotico? Nei progetti- esito locale di politiche centrali- si sovrappongono due dimensioni: quella di una struttura dentro la quale i soggetti si muovono con libertà limitate secondo un modello di governamentalità foucoltiana che riprende le tecniche dei dispositivi di sicurezza ; e quella fatta di assemblaggi e interazioni, anche casuali tra elementi umani e non (attanti) che partecipano a un’azione collettiva. Il territorio dell’accoglienza SPRAR si configura dunque come il frutto di specificità di contesto sociale, caratteristiche territoriali e rapporti di causa-effetto su scale differenti.
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Il territorio dell’accoglienza. Lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) nei comuni della Città Metropolitana di Milano (2014- 2018) / Albanese, Flavia. - (2020 May 19). [10.25432/albanese-flavia_phd2020-05-19]
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Descrizione: Il territorio dell'accoglienza_Tesi_AlbaneseF
Tipologia: Tesi di dottorato
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