La tecnologia dell'architettura è qui interpretata come risonante: capace di amplificare valore, conoscenza e competenze attraverso il coinvolgimento profondo e la condivisione dei fini tra attori differenti. Questo contributo si ispira alle riflessioni di Gangemi sulla tecnologia appropriata, capace di dialogare con il contesto storico, sociale e ambientale; di Vittoria, che ne sottolinea il potenziale deviante nel superare consuetudini e standard; e di Sinopoli, che ne esalta il carattere invisibile nel guidare i processi edilizi e relazionali. La tecnologia risonante accresce le relazioni e le sinergie, trasforma la collaborazione tra accademia, industria e territorio in un sistema di impatti innovativi e duraturi. Il testo propone un modello operativo che combina tradizione e innovazione per affrontare le sfide socioeconomiche e ambientali contemporanee e le immagini a corredo del testo illustrano esempi concreti di ricerche e progetti in cui la tecnologia si è fatta appropriata, deviante e invisibile, amplificando idee, relazioni e competenze (divenendo quindi risonante). Questo contributo dimostra che la tecnologia risonante risponde alle esigenze attuali e rappresenta un metodo per costruire nuove reti collaborative, in cui la qualità delle relazioni e il valore del capitale sociale sono centrali nel delineare una visione sostenibile e condivisa per il futuro del costruito e delle comunità che lo abitano.

Tecnologia risonante

Antoniol, Emilio;Barucco, Maria Antonia
2020-01-01

Abstract

La tecnologia dell'architettura è qui interpretata come risonante: capace di amplificare valore, conoscenza e competenze attraverso il coinvolgimento profondo e la condivisione dei fini tra attori differenti. Questo contributo si ispira alle riflessioni di Gangemi sulla tecnologia appropriata, capace di dialogare con il contesto storico, sociale e ambientale; di Vittoria, che ne sottolinea il potenziale deviante nel superare consuetudini e standard; e di Sinopoli, che ne esalta il carattere invisibile nel guidare i processi edilizi e relazionali. La tecnologia risonante accresce le relazioni e le sinergie, trasforma la collaborazione tra accademia, industria e territorio in un sistema di impatti innovativi e duraturi. Il testo propone un modello operativo che combina tradizione e innovazione per affrontare le sfide socioeconomiche e ambientali contemporanee e le immagini a corredo del testo illustrano esempi concreti di ricerche e progetti in cui la tecnologia si è fatta appropriata, deviante e invisibile, amplificando idee, relazioni e competenze (divenendo quindi risonante). Questo contributo dimostra che la tecnologia risonante risponde alle esigenze attuali e rappresenta un metodo per costruire nuove reti collaborative, in cui la qualità delle relazioni e il valore del capitale sociale sono centrali nel delineare una visione sostenibile e condivisa per il futuro del costruito e delle comunità che lo abitano.
2020
Maria Antonia Barucco, Fiorella Bulegato, Alessandra Vaccari (a cura di)
Remanufacturing Italy : l’Italia nell’epoca della postproduzione
9788857575353
9788899243982
Italiano
7
222
239
18
Nazionale
Mimesis ; DCP/IUAV
Milano ; Venezia
ITALIA
Comitato scientifico
http://mimesisbooks.com/index.php/mim/catalog/book/39
collaborazione, innovazione, ricerca e innovazione
Pubblicato online nel 2022. La collana “Quaderni della ricerca” ospita riflessioni e ricerche sul tema del Made in Italy elaborate dal Dipartimento di Culture del progetto-Dipartimento di Eccellenza dell’Università Iuav di Venezia. Come tutte le etichette identitarie anche quella di Made in Italy riflette, sin dalla sua formulazione in lingua straniera, la prospettiva di uno sguardo esterno che coglie e coagula alcuni aspetti paradigmatici di un’identità, spesso non esenti da stereotipie. Qui saranno le forme del progetto italiano, inteso nella pluralità delle sue culture, ad essere esplorate come condensazioni, in forma sensibile, di questi tratti identitari. Il laboratorio del Made in Italy riconosce la non separazione delle pratiche e delle teorie, nella convinzione che gli oggetti, i progetti, le opere “pensino” attraverso la specificità delle proprie forme e che le elaborazioni teoriche siano inseparabili dall’immanenza dei propri oggetti di riflessione, dei propri modelli e delle proprie procedure di pensiero. Made in Italy e? quindi la lente per indagare le potenzialità di rinnovati orizzonti di senso che possono attraversare le culture del progetto e il loro legame con la costruzione di un’identità cangiante: dal territorio al corpo, dai processi di produzione alla costruzione della memoria, dalle forme della rappresentazione e comunicazione del progetto sino al suo ruolo fondante nella elaborazione di nuovi immaginari.
no
open
2. Contributo in Volume::2.1 Contributo in Volume(Capitolo,Saggio)
Antoniol, Emilio; Barucco, Maria Antonia
268
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2
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