Le tensioni di trasformazione della città contemporanea appaiono configurare un quadro analogo a Relativity, una litografia del 1953 di M.C.Escher, dove la moltiplicazione di possibilità attuabili dall’architettura in rapporto alle inevitabili leggi della fisica, seppure in uno spazio ideale, denso e articolato, connotano l’abitare in un movimento continuo, orientato dalla compresenza paradossale di diversi centri di gravità, ma anche dal rapporto tra spazi interni ed esterni nella inevitabile relatività delle condizioni specifiche. Alle sempre più pressanti domande di sostenibilità, salute e sicurezza la città contemporanea risponde spesso con forme cumulative di quanto ritenuto smart. La critica ad alcuni modelli di sviluppo del secolo scorso, d’altra parte porta la ricerca a preferire un approccio integrale per recuperare stili di vita a misura e “a passo” d’uomo, per riflettere su nuovi equilibri conformativi degli spazi aperti, tanto negli abitati densi e compatti dei centri storici quanto nelle nuove parti urbane in risposta a specifiche condizioni ambientali. Nei primi decenni del XXI secolo, il progetto urbano pone particolare attenzione a quei fattori di benessere ambientale e sociale che favoriscono l’inclusività dell’architettura e la conformazione di spazi aperti condivisi con un ruolo strutturante e nevralgico per una qualità sostenibile dell’abitare. Oggi politiche, pratiche, azioni partecipate promuovono una vita attiva, una mobilità sostenibile e una qualità ambientale che possano migliorare le condizioni di vita urbana e fornire diverse attrezzature, servizi ecosistemici e specifiche soluzioni tecnologiche. È tuttavia evidente che sono gli stessi paradigmi del progetto urbano ad essere messi in discussione. Vivere la città e gli spazi pubblici in modo sano, sicuro e sostenibile, richiede una reinterpretazione critica dell’architettura urbana perché questa sia capace di integrare le sue diverse dimensioni e “fonti di gravità”. La promozione di cura e benessere secondo nuove modalità, ha portato la NHS del Regno Unito ad intraprendere nel 2016 una specifica operazione per lo sviluppo di Healthy New Towns, con una selezione di 10 siti interessati da nuovi insediamenti residenziali. Si tratta di qualcosa di diverso dal saper costruire luoghi sani in cui vivere per esplorare come il progetto delle città che abitiamo, seguendo alcuni principi guida possa migliorare la salute pubblica e allo stesso tempo sviluppare nuovi modelli di assistenza.

Paesaggi urbani del 21° secolo tra salute, sicurezza e sostenibilità

Vanore Margherita
2020-01-01

Abstract

Le tensioni di trasformazione della città contemporanea appaiono configurare un quadro analogo a Relativity, una litografia del 1953 di M.C.Escher, dove la moltiplicazione di possibilità attuabili dall’architettura in rapporto alle inevitabili leggi della fisica, seppure in uno spazio ideale, denso e articolato, connotano l’abitare in un movimento continuo, orientato dalla compresenza paradossale di diversi centri di gravità, ma anche dal rapporto tra spazi interni ed esterni nella inevitabile relatività delle condizioni specifiche. Alle sempre più pressanti domande di sostenibilità, salute e sicurezza la città contemporanea risponde spesso con forme cumulative di quanto ritenuto smart. La critica ad alcuni modelli di sviluppo del secolo scorso, d’altra parte porta la ricerca a preferire un approccio integrale per recuperare stili di vita a misura e “a passo” d’uomo, per riflettere su nuovi equilibri conformativi degli spazi aperti, tanto negli abitati densi e compatti dei centri storici quanto nelle nuove parti urbane in risposta a specifiche condizioni ambientali. Nei primi decenni del XXI secolo, il progetto urbano pone particolare attenzione a quei fattori di benessere ambientale e sociale che favoriscono l’inclusività dell’architettura e la conformazione di spazi aperti condivisi con un ruolo strutturante e nevralgico per una qualità sostenibile dell’abitare. Oggi politiche, pratiche, azioni partecipate promuovono una vita attiva, una mobilità sostenibile e una qualità ambientale che possano migliorare le condizioni di vita urbana e fornire diverse attrezzature, servizi ecosistemici e specifiche soluzioni tecnologiche. È tuttavia evidente che sono gli stessi paradigmi del progetto urbano ad essere messi in discussione. Vivere la città e gli spazi pubblici in modo sano, sicuro e sostenibile, richiede una reinterpretazione critica dell’architettura urbana perché questa sia capace di integrare le sue diverse dimensioni e “fonti di gravità”. La promozione di cura e benessere secondo nuove modalità, ha portato la NHS del Regno Unito ad intraprendere nel 2016 una specifica operazione per lo sviluppo di Healthy New Towns, con una selezione di 10 siti interessati da nuovi insediamenti residenziali. Si tratta di qualcosa di diverso dal saper costruire luoghi sani in cui vivere per esplorare come il progetto delle città che abitiamo, seguendo alcuni principi guida possa migliorare la salute pubblica e allo stesso tempo sviluppare nuovi modelli di assistenza.
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