Il saggio è parte del catalogo della mostra “Trans Emilia. The Linea di Confine Collection: A Territorial Reconnaissance of the Emilia-Romagna” che nell’autunno 2005 al museo nazionale svizzero della fotografia di Winterthur (e poi in altre città europee ed italiane) ha documentato il lavoro di ricerca fotografica sul territorio dell’Emilia Romagna curato e sviluppato negli ultimi decenni dall’associazione di cultura fotografica “Linea di Confine”. Dopo una prima parte dedicata a descrivere le trasformazioni e gli attuali caratteri del territorio emiliano, il saggio è successivamente centrato a discutere dei rapporti tra ricerca fotografica e analisi territoriale, delle fertili relazioni che si sono stabilite negli anni recenti tra la cultura fotografica interessata ad osservare il territorio e quei gruppi di ricerca (formati da architetti, urbanisti, geografi, antropologi, ecc.) che, nel tentativo di analizzare ed interpretare gli stessi fenomeni territoriali, hanno provato ad innovare i propri strumenti d’osservazione.

A Wide-Eyed Gaze at the World: observing and expressing transformations in contemporary territory

MUNARIN, STEFANO
2005

Abstract

Il saggio è parte del catalogo della mostra “Trans Emilia. The Linea di Confine Collection: A Territorial Reconnaissance of the Emilia-Romagna” che nell’autunno 2005 al museo nazionale svizzero della fotografia di Winterthur (e poi in altre città europee ed italiane) ha documentato il lavoro di ricerca fotografica sul territorio dell’Emilia Romagna curato e sviluppato negli ultimi decenni dall’associazione di cultura fotografica “Linea di Confine”. Dopo una prima parte dedicata a descrivere le trasformazioni e gli attuali caratteri del territorio emiliano, il saggio è successivamente centrato a discutere dei rapporti tra ricerca fotografica e analisi territoriale, delle fertili relazioni che si sono stabilite negli anni recenti tra la cultura fotografica interessata ad osservare il territorio e quei gruppi di ricerca (formati da architetti, urbanisti, geografi, antropologi, ecc.) che, nel tentativo di analizzare ed interpretare gli stessi fenomeni territoriali, hanno provato ad innovare i propri strumenti d’osservazione.
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