La tesi si interroga sulle trasformazioni prodotte all’interno di questa lunga fase di transizione epocale. In questa transizione si stanno riscrivendo regole e determinando cambiamenti all’interno del sistema socio-economico, che tende alla scala globale verso forme di “capitalismo insostenibile”. Una prima ipotesi considera il territorio della Pedemontana Padana italiana, una fascia dai limiti sfocati tra Manzano a Biella, un interessante caso studio da osservare per diverse ragioni. La pedemontana è infatti: (i) territorio intermedio, zona d’ombra poco osservata tra le centralità metropolitane e le aree interne e potenziale cerniera per ri-connettere diversi ambiti territoriali che devono necessariamente ritrovare un dialogo; (ii) territorio di diverse produzioni, in cui la manifattura non è più quel fatto pervasivo, potente e diffuso motore di sviluppo; (iii) territorio con interessanti “finestre di opportunità” intese come spinte alla transizione (tra cui le diverse evoluzioni del modello del distretto produttivo). A fronte di queste prime considerazioni si ritiene necessario aggiornare sia la lettura che gli immaginari per il futuro costruiti nel Novecento per lo spazio della Pedemontana Padana, ambito periodicamente osservato e utilizzato dalla cultura urbanistica territoriale come modello lineare omogeneo per lo sviluppo del Paese. Per fare questo è fondamentale la ricerca sul campo, fare “urbanistica con i piedi” attraverso il territorio, effettuando un nuovo viaggio attraverso i pedemonti per riscoprirne le forme plurime di transizione. Il viaggio (la tesi) è strutturato in due parti principali. Nella prima parte vengono illustrati 6 racconti dei pedemonti, che permettono di focalizzare l’attenzione sulle diverse transizioni della produzione manifatturiera, sui nuovi rapporti, di dialogo e scontro, che quest’ultima oggi intesse con altre produzioni (sociale, agroalimentare, residenziale, terziaria, turistica e culturale), ridefinendo nuove condizioni spaziali. Questi racconti sono inoltre un’occasione per ricostruire quel denso bagaglio di letteratura sul rapporto città-produzione nei pedemonti. La prima parte si chiude con un Atlante, che stratificando la Pedemontana, mostra le nuove geografie di questo spazio intermedio non unitario. Nella seconda parte invece, vengono proposti 4 scavi in profondità di pedemonti veneti-friulani. Obiettivo di questi scavi è indagare nel dettaglio i processi di transizione socio-economica, riconoscendo pertanto la necessità di utilizzare chiavi di lettura nuove e differenti da quelle del passato. Per tale ragione si utilizza la lente del metabolismo territoriale e quindi l’analisi dei diversi flussi materiali, immateriali e monetari. Questa lente permette di riconoscere come questi flussi, interessando in primis il sistema della produzione manifatturiera, intaccano e ridefiniscono le sue interrelazioni con il sistema infrastrutturale, quello dell’abitare e dello spazio pubblico e soprattutto quello dell’ambiente e del territorio. Il territorio quindi non è più inteso unicamente come sistema socio-economico, ma come sistema di interrelazioni socio-ecologiche. La tesi attraverso questo viaggio aggiorna la lettura dell’odierno riconoscendo (nello specifico per i 4 scavi in profondità) le seguenti categorie interpretative: (i) metabolismi della dissonanza, (ii) della mancanza, (iii) della tensione e (iv) della vivacità. Queste categorie fanno infine emergere indirizzi progettuali interessanti per la costruzione di un nuovo immaginario al futuro di una Pedemontana Padana al plurale. Quest’ultima è articolata in transetti che seguendo traiettorie di sviluppo diverse, ridefiniscono i cicli di produzione verso nuovi equilibri che, collocando in primo piano la dimensione ecologica, mantengono integrazione globale e forte vocazione locale.

Un viaggio nella Pedemontana Padana in transizione: verso nuovi metabolismi produttivi / Leonardi, Maria. - (2021 Apr 14). [10.25432/leonardi-maria_phd2021-04-14]

Un viaggio nella Pedemontana Padana in transizione: verso nuovi metabolismi produttivi

LEONARDI, MARIA
2021

Abstract

La tesi si interroga sulle trasformazioni prodotte all’interno di questa lunga fase di transizione epocale. In questa transizione si stanno riscrivendo regole e determinando cambiamenti all’interno del sistema socio-economico, che tende alla scala globale verso forme di “capitalismo insostenibile”. Una prima ipotesi considera il territorio della Pedemontana Padana italiana, una fascia dai limiti sfocati tra Manzano a Biella, un interessante caso studio da osservare per diverse ragioni. La pedemontana è infatti: (i) territorio intermedio, zona d’ombra poco osservata tra le centralità metropolitane e le aree interne e potenziale cerniera per ri-connettere diversi ambiti territoriali che devono necessariamente ritrovare un dialogo; (ii) territorio di diverse produzioni, in cui la manifattura non è più quel fatto pervasivo, potente e diffuso motore di sviluppo; (iii) territorio con interessanti “finestre di opportunità” intese come spinte alla transizione (tra cui le diverse evoluzioni del modello del distretto produttivo). A fronte di queste prime considerazioni si ritiene necessario aggiornare sia la lettura che gli immaginari per il futuro costruiti nel Novecento per lo spazio della Pedemontana Padana, ambito periodicamente osservato e utilizzato dalla cultura urbanistica territoriale come modello lineare omogeneo per lo sviluppo del Paese. Per fare questo è fondamentale la ricerca sul campo, fare “urbanistica con i piedi” attraverso il territorio, effettuando un nuovo viaggio attraverso i pedemonti per riscoprirne le forme plurime di transizione. Il viaggio (la tesi) è strutturato in due parti principali. Nella prima parte vengono illustrati 6 racconti dei pedemonti, che permettono di focalizzare l’attenzione sulle diverse transizioni della produzione manifatturiera, sui nuovi rapporti, di dialogo e scontro, che quest’ultima oggi intesse con altre produzioni (sociale, agroalimentare, residenziale, terziaria, turistica e culturale), ridefinendo nuove condizioni spaziali. Questi racconti sono inoltre un’occasione per ricostruire quel denso bagaglio di letteratura sul rapporto città-produzione nei pedemonti. La prima parte si chiude con un Atlante, che stratificando la Pedemontana, mostra le nuove geografie di questo spazio intermedio non unitario. Nella seconda parte invece, vengono proposti 4 scavi in profondità di pedemonti veneti-friulani. Obiettivo di questi scavi è indagare nel dettaglio i processi di transizione socio-economica, riconoscendo pertanto la necessità di utilizzare chiavi di lettura nuove e differenti da quelle del passato. Per tale ragione si utilizza la lente del metabolismo territoriale e quindi l’analisi dei diversi flussi materiali, immateriali e monetari. Questa lente permette di riconoscere come questi flussi, interessando in primis il sistema della produzione manifatturiera, intaccano e ridefiniscono le sue interrelazioni con il sistema infrastrutturale, quello dell’abitare e dello spazio pubblico e soprattutto quello dell’ambiente e del territorio. Il territorio quindi non è più inteso unicamente come sistema socio-economico, ma come sistema di interrelazioni socio-ecologiche. La tesi attraverso questo viaggio aggiorna la lettura dell’odierno riconoscendo (nello specifico per i 4 scavi in profondità) le seguenti categorie interpretative: (i) metabolismi della dissonanza, (ii) della mancanza, (iii) della tensione e (iv) della vivacità. Queste categorie fanno infine emergere indirizzi progettuali interessanti per la costruzione di un nuovo immaginario al futuro di una Pedemontana Padana al plurale. Quest’ultima è articolata in transetti che seguendo traiettorie di sviluppo diverse, ridefiniscono i cicli di produzione verso nuovi equilibri che, collocando in primo piano la dimensione ecologica, mantengono integrazione globale e forte vocazione locale.
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Un viaggio nella Pedemontana Padana in transizione: verso nuovi metabolismi produttivi / Leonardi, Maria. - (2021 Apr 14). [10.25432/leonardi-maria_phd2021-04-14]
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