Questa ricerca si domanda: le politiche di sviluppo locale come possono abilitare persone e organizzazioni a diventare attivatori e protagonisti dei processi di sviluppo del proprio territorio? E, in particolare, come possono abilitare coloro i quali possono essere considerati agenti di cambiamento ad essere i protagonisti dei processi di sviluppo locale?  La tesi ripercorre la storia dello sviluppo locale in Italia con una precisa lente di osservazione: chi sono stati, nel corso della storia, i soggetti locali abilitati ad influire sulle politiche di sviluppo del proprio territorio? Di quale ‘comunità’ si sono occupate le politiche di sviluppo locale del nostro Paese nel corso del tempo? L’analisi si sofferma in particolar modo sull’approccio place-based e il disegno della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), una politica sperimentale di sviluppo, prototipo dell’approccio place-based per le politiche di coesione del periodo 2014-2020, che persegue l’intenzione di abilitare nel processo di co-progettazione della strategia quei “soggetti rilevanti” che possono essere considerati agenti di cambiamento. La SNAI viene analizzata in ogni sua componente teorica e nella sua interpretazione e declinazione da parte di vari soggetti impegnati nella SNAI, a diversi livelli e con ruoli differenti. Il quarto capitolo raccoglie una “collezione di studi di caso” (Dente, 2011), metodologia attraverso la quale si studia criticamente un approccio dominante del policy making, il place-based approach in questo caso, narrando i processi per individuare i meccanismi che generano gli esiti osservabili. I casi studiati sono tre aree interne: l’Alta Marmilla in Sardegna, la Val Simeto in Sicilia, l’area Sud Ovest Orvietano in Umbria. Si tratta di tre storie con peculiarità specifiche, ma con alcune caratteristiche ed esiti comuni che permettono di individuare degli elementi abilitanti e ‘disabilitanti’ della Strategia Nazionale per le Aree Interne nel suo passaggio dall’intenzione della funzione abilitante all’azione territoriale. Tali elementi vengono trattati nel capitolo delle conclusioni, il quinto, nel quale viene messa a fuoco anche una convergenza tra gli esiti positivi e negativi della Strategia Nazionale per le Aree Interne e gli esiti delle altre politiche di sviluppo locale analizzate nel primo capitolo. Da questa convergenza si deducono alcuni assiomi dello sviluppo locale, replicati nel disegno di ogni politica di sviluppo studiata, che vengono messi in discussione per giungere alla proposta di una nuova tematizzazione possibile dello sviluppo locale, che apprende dagli esiti positivi e negativi emersi. Per dare sostanza a questa nuova tematizzazione, nelle conclusioni si citano altre politiche e pratiche che esercitano una funzione abilitante. La nuova tematizzazione dello sviluppo locale proposta tocca tre temi in particolare: la necessità di azioni rapide e puntuali da affiancare alla lunga progettazione di programmi e strategie complesse, la necessità di strumenti di attuazione che non alzino barriere per i “nuovi” e per le sperimentazioni crossettoriali, un’architettura istituzionale che consenta la ricerca di soluzioni sartoriali per il contesto specifico. La tesi propone dunque dei policy advice per il nuovo corso della Strategia Nazionale per le Aree Interne previsto per il periodo 2021-2027, ma intende anche contribuire ad una riflessione sull’indiscutibilità di alcuni assiomi dello sviluppo locale che allontanano le politiche di sviluppo locale dalle persone.

LO SVILUPPO È POSSIBILITÀ DI AGIRE PROGETTARE E METTERE IN OPERA POLITICHE DI SVILUPPO LOCALE ABILITANTI PER LE PERSONE, LE ORGANIZZAZIONI E I TERRITORI / Zabatino, Alessia. - (2021 Sep 29). [10.25432/zabatino-alessia_phd2021-09-29]

LO SVILUPPO È POSSIBILITÀ DI AGIRE PROGETTARE E METTERE IN OPERA POLITICHE DI SVILUPPO LOCALE ABILITANTI PER LE PERSONE, LE ORGANIZZAZIONI E I TERRITORI

ZABATINO, ALESSIA
2021-09-29T00:00:00+02:00

Abstract

Questa ricerca si domanda: le politiche di sviluppo locale come possono abilitare persone e organizzazioni a diventare attivatori e protagonisti dei processi di sviluppo del proprio territorio? E, in particolare, come possono abilitare coloro i quali possono essere considerati agenti di cambiamento ad essere i protagonisti dei processi di sviluppo locale?  La tesi ripercorre la storia dello sviluppo locale in Italia con una precisa lente di osservazione: chi sono stati, nel corso della storia, i soggetti locali abilitati ad influire sulle politiche di sviluppo del proprio territorio? Di quale ‘comunità’ si sono occupate le politiche di sviluppo locale del nostro Paese nel corso del tempo? L’analisi si sofferma in particolar modo sull’approccio place-based e il disegno della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), una politica sperimentale di sviluppo, prototipo dell’approccio place-based per le politiche di coesione del periodo 2014-2020, che persegue l’intenzione di abilitare nel processo di co-progettazione della strategia quei “soggetti rilevanti” che possono essere considerati agenti di cambiamento. La SNAI viene analizzata in ogni sua componente teorica e nella sua interpretazione e declinazione da parte di vari soggetti impegnati nella SNAI, a diversi livelli e con ruoli differenti. Il quarto capitolo raccoglie una “collezione di studi di caso” (Dente, 2011), metodologia attraverso la quale si studia criticamente un approccio dominante del policy making, il place-based approach in questo caso, narrando i processi per individuare i meccanismi che generano gli esiti osservabili. I casi studiati sono tre aree interne: l’Alta Marmilla in Sardegna, la Val Simeto in Sicilia, l’area Sud Ovest Orvietano in Umbria. Si tratta di tre storie con peculiarità specifiche, ma con alcune caratteristiche ed esiti comuni che permettono di individuare degli elementi abilitanti e ‘disabilitanti’ della Strategia Nazionale per le Aree Interne nel suo passaggio dall’intenzione della funzione abilitante all’azione territoriale. Tali elementi vengono trattati nel capitolo delle conclusioni, il quinto, nel quale viene messa a fuoco anche una convergenza tra gli esiti positivi e negativi della Strategia Nazionale per le Aree Interne e gli esiti delle altre politiche di sviluppo locale analizzate nel primo capitolo. Da questa convergenza si deducono alcuni assiomi dello sviluppo locale, replicati nel disegno di ogni politica di sviluppo studiata, che vengono messi in discussione per giungere alla proposta di una nuova tematizzazione possibile dello sviluppo locale, che apprende dagli esiti positivi e negativi emersi. Per dare sostanza a questa nuova tematizzazione, nelle conclusioni si citano altre politiche e pratiche che esercitano una funzione abilitante. La nuova tematizzazione dello sviluppo locale proposta tocca tre temi in particolare: la necessità di azioni rapide e puntuali da affiancare alla lunga progettazione di programmi e strategie complesse, la necessità di strumenti di attuazione che non alzino barriere per i “nuovi” e per le sperimentazioni crossettoriali, un’architettura istituzionale che consenta la ricerca di soluzioni sartoriali per il contesto specifico. La tesi propone dunque dei policy advice per il nuovo corso della Strategia Nazionale per le Aree Interne previsto per il periodo 2021-2027, ma intende anche contribuire ad una riflessione sull’indiscutibilità di alcuni assiomi dello sviluppo locale che allontanano le politiche di sviluppo locale dalle persone.
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LO SVILUPPO È POSSIBILITÀ DI AGIRE PROGETTARE E METTERE IN OPERA POLITICHE DI SVILUPPO LOCALE ABILITANTI PER LE PERSONE, LE ORGANIZZAZIONI E I TERRITORI / Zabatino, Alessia. - (2021 Sep 29). [10.25432/zabatino-alessia_phd2021-09-29]
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Descrizione: Lo sviluppo è possibilità di agire. Progettare e mettere in opera politiche di sviluppo locale abilitanti per le persone, le organizzazioni e i territori
Tipologia: Tesi di dottorato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11578/306906
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