Il saggio illustra sinteticamente lo sviluppo e la fortuna che le diverse tecniche costruttive hanno avuto in Italia dal secondo dopoguerra ai giorni nostri. Seguendo lo sviluppo della costruzione metallica, del sistema costruttivo in cemento armato semplice e precompresso nel testo si segnalano alcuni capolavori italiani come la chiesa dell'Autostrada di Campi Bisenzio di Giovanni Michelucci o la Rinascente di Roma di Albini e Helg. Il volume intero è dedicato all’architettura italiana, che dal dopoguerra al 2000, presenta una tale quantità e varietà di vicende, esperienze, problematiche, articolazioni, eccezioni, successi e fallimenti da rendere difficile – se non addirittura impossibile – ridurla a unità; e ancor meno poi all’unità di una comunità. Ciò nondimeno, denominatore comune di tutti questi elementi e fattori diversi è un territorio caratterizzato da una ricchezza di condizioni e di contraddizioni che ne fanno qualcosa di unico e d’imprescindibile. Nel corso della seconda metà del Novecento l’Italia ha così potuto produrre, accanto ad abusi e devastazioni spesso irreparabili del proprio patrimonio monumentale, paesaggistico e ambientale, figure, teorie e opere assolutamente fondamentali per lo sviluppo dell’architettura odierna, non solo nazionale, ma anche mondiale.

Cemento o ferro? in Comunità Italia. Architettura/Città/Paesaggio 1945-2000

Marandola Marzia
2015

Abstract

Il saggio illustra sinteticamente lo sviluppo e la fortuna che le diverse tecniche costruttive hanno avuto in Italia dal secondo dopoguerra ai giorni nostri. Seguendo lo sviluppo della costruzione metallica, del sistema costruttivo in cemento armato semplice e precompresso nel testo si segnalano alcuni capolavori italiani come la chiesa dell'Autostrada di Campi Bisenzio di Giovanni Michelucci o la Rinascente di Roma di Albini e Helg. Il volume intero è dedicato all’architettura italiana, che dal dopoguerra al 2000, presenta una tale quantità e varietà di vicende, esperienze, problematiche, articolazioni, eccezioni, successi e fallimenti da rendere difficile – se non addirittura impossibile – ridurla a unità; e ancor meno poi all’unità di una comunità. Ciò nondimeno, denominatore comune di tutti questi elementi e fattori diversi è un territorio caratterizzato da una ricchezza di condizioni e di contraddizioni che ne fanno qualcosa di unico e d’imprescindibile. Nel corso della seconda metà del Novecento l’Italia ha così potuto produrre, accanto ad abusi e devastazioni spesso irreparabili del proprio patrimonio monumentale, paesaggistico e ambientale, figure, teorie e opere assolutamente fondamentali per lo sviluppo dell’architettura odierna, non solo nazionale, ma anche mondiale.
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