Un certo modo di intendere la disciplina considera l’esistenza di numerosi temi di architettura tra loro alternativi e distinti, secondo un approccio di tipo specialistico mutuato dalle scienze positivistiche. Secondo il punto di vista di questo libro, al contrario, se per “tema” s’intende l’argomento, il soggetto, il motivo dominante della composizione dell’architettura, allora non possono esistere tanti temi alternativi tra loro ma un solo tema: lo spazio. Apparentemente, assumere questo sguardo così radicale sembra semplificare l’approccio alla disciplina ma, in realtà, è solo il punto di partenza per altre domande. Ne era cosciente anche Walter Gropius che, circa un secolo fa, sollevava alcuni interrogativi importanti che sono gli stessi quesiti che ci poniamo ancora oggi. «Tutte le arti plastiche aspirano alla creazione dello spazio. […] Ma, a tale riguardo, esiste una grande confusione d’idee. Spazio, cosa significa esattamente? Come possiamo afferrare e creare spazio?». Acquisire questa sensibilità verso la dimensione spaziale dell’architettura non è un esercizio semplice poiché si tratta di compiere una vera e propria inversione concettuale dal pieno al vuoto, dal volume allo spazio, dal concavo al convesso, dalla durezza della materia alla morbida resistenza dell’aria.

Analogia e astrazione nel progetto di architettura

Francesco Cacciatore
2021

Abstract

Un certo modo di intendere la disciplina considera l’esistenza di numerosi temi di architettura tra loro alternativi e distinti, secondo un approccio di tipo specialistico mutuato dalle scienze positivistiche. Secondo il punto di vista di questo libro, al contrario, se per “tema” s’intende l’argomento, il soggetto, il motivo dominante della composizione dell’architettura, allora non possono esistere tanti temi alternativi tra loro ma un solo tema: lo spazio. Apparentemente, assumere questo sguardo così radicale sembra semplificare l’approccio alla disciplina ma, in realtà, è solo il punto di partenza per altre domande. Ne era cosciente anche Walter Gropius che, circa un secolo fa, sollevava alcuni interrogativi importanti che sono gli stessi quesiti che ci poniamo ancora oggi. «Tutte le arti plastiche aspirano alla creazione dello spazio. […] Ma, a tale riguardo, esiste una grande confusione d’idee. Spazio, cosa significa esattamente? Come possiamo afferrare e creare spazio?». Acquisire questa sensibilità verso la dimensione spaziale dell’architettura non è un esercizio semplice poiché si tratta di compiere una vera e propria inversione concettuale dal pieno al vuoto, dal volume allo spazio, dal concavo al convesso, dalla durezza della materia alla morbida resistenza dell’aria.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11578/308469
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