In ambito edilizio, l’incapacità di gestire le incertezze del contesto sociale ed economico – ossia le mutevoli esigenze ambientali e quelle altrettanto mutevoli degli utenti che in quel contesto si succedono – tende a rendere il “sistema abitativo” obsoleto e a ridurne la vita utile. Se per flessibilità s’intende la capacità di un sistema di essere facilmente modificato così da rispondere ai cambiamenti del contesto in modo tempestivo e conveniente, allora essa può essere considerata come l’antidoto all’obsolescenza e, quindi, come la caratteristica che garantisce la permanenza nel tempo del sistema. Lo studio finalizzato alla definizione dei criteri per l’implementazione della flessibilità ha richiesto un approfondimento sul concetto teorico di flessibilità in quanto spesso confuso, in ambito edilizio, con i concetti affini di adattabilità e mutevolezza. Proprio per la necessità di una definizione chiara di flessibilità, nella seconda parte del libro si è analizzata quest’ultima dal punto di vista concettuale in diversi campi di indagine, ponendo in essa una proprietà fondamentale per il prolungamento della durata di vita di tutti i sistemi complessi: la flessibilità è stata indagata nei sistemi biologici, nei sistemi produttivi e, in particolare, nella letteratura di settore di uno specifico sistema ingegneristico complesso qual è l’ambito spaziale/aeronautico. La terza parte del libro prende in esame la flessibilità come proprietà fondamentale di un sistema complesso e si conclude con un contributo significativo: l’introduzione di considerazioni sulla relazione tra la durata di un sistema e la sua architettura (ovvero la sua forma e la sua tecnologia). S’individua nella flessibilità quella proprietà che incide su entrambe, attraverso una relazione tra i requisiti di versatilità, convertibilità, modularità, manutenibilità e reversibilità, da un lato, e l’equilibrio tra i criteri generali di complessità organizzativa, semplicità strutturale e ottimizzazione di componenti, dall’altro. La quarta parte del libro affronta, quindi, una lettura dell’implementazione della flessibilità attraverso l’analisi critica di progetti che soddisfano i requisiti di versatilità, convertibilità, modularità, manutenibilità e reversibilità. In particolare si identificano quattro principali tendenze, nate in risposta a specifiche esigenze e poi evolute nel corso del tempo: flessibilità spaziale a superficie costante; flessibilità spaziale evolutiva; flessibilità tecnologica relativa alle tecniche costruttive; flessibilità tecnologica relativa alla manutenibilità degli impianti e dei subsistemi edilizi. L’ultima parte del libro definisce i criteri per implementare la flessibilità allo scopo di garantire la sopravvivenza nel tempo dell’edificio, grazie alla possibilità di porre in atto più cicli d’uso dell’organismo edilizio riconfigurando eventualmente l’assetto interno e/o intervenendo in maniera semplificata sul sistema tecnologico che governa lo spazio. Si indicano, nella fattispecie, due matrici che mettono in relazione strategie, ambiti, requisiti e che possono, pertanto, guidare la valutazione e la progettazione della flessibilità nell’abitazione. Vengono fornite, infine, alcune esemplificazioni di possibili modelli di combinazione delle strategie individuate.

Habitat contemporaneo : flessibilità tecnologica e spaziale

Cristiana Cellucci;
2016

Abstract

In ambito edilizio, l’incapacità di gestire le incertezze del contesto sociale ed economico – ossia le mutevoli esigenze ambientali e quelle altrettanto mutevoli degli utenti che in quel contesto si succedono – tende a rendere il “sistema abitativo” obsoleto e a ridurne la vita utile. Se per flessibilità s’intende la capacità di un sistema di essere facilmente modificato così da rispondere ai cambiamenti del contesto in modo tempestivo e conveniente, allora essa può essere considerata come l’antidoto all’obsolescenza e, quindi, come la caratteristica che garantisce la permanenza nel tempo del sistema. Lo studio finalizzato alla definizione dei criteri per l’implementazione della flessibilità ha richiesto un approfondimento sul concetto teorico di flessibilità in quanto spesso confuso, in ambito edilizio, con i concetti affini di adattabilità e mutevolezza. Proprio per la necessità di una definizione chiara di flessibilità, nella seconda parte del libro si è analizzata quest’ultima dal punto di vista concettuale in diversi campi di indagine, ponendo in essa una proprietà fondamentale per il prolungamento della durata di vita di tutti i sistemi complessi: la flessibilità è stata indagata nei sistemi biologici, nei sistemi produttivi e, in particolare, nella letteratura di settore di uno specifico sistema ingegneristico complesso qual è l’ambito spaziale/aeronautico. La terza parte del libro prende in esame la flessibilità come proprietà fondamentale di un sistema complesso e si conclude con un contributo significativo: l’introduzione di considerazioni sulla relazione tra la durata di un sistema e la sua architettura (ovvero la sua forma e la sua tecnologia). S’individua nella flessibilità quella proprietà che incide su entrambe, attraverso una relazione tra i requisiti di versatilità, convertibilità, modularità, manutenibilità e reversibilità, da un lato, e l’equilibrio tra i criteri generali di complessità organizzativa, semplicità strutturale e ottimizzazione di componenti, dall’altro. La quarta parte del libro affronta, quindi, una lettura dell’implementazione della flessibilità attraverso l’analisi critica di progetti che soddisfano i requisiti di versatilità, convertibilità, modularità, manutenibilità e reversibilità. In particolare si identificano quattro principali tendenze, nate in risposta a specifiche esigenze e poi evolute nel corso del tempo: flessibilità spaziale a superficie costante; flessibilità spaziale evolutiva; flessibilità tecnologica relativa alle tecniche costruttive; flessibilità tecnologica relativa alla manutenibilità degli impianti e dei subsistemi edilizi. L’ultima parte del libro definisce i criteri per implementare la flessibilità allo scopo di garantire la sopravvivenza nel tempo dell’edificio, grazie alla possibilità di porre in atto più cicli d’uso dell’organismo edilizio riconfigurando eventualmente l’assetto interno e/o intervenendo in maniera semplificata sul sistema tecnologico che governa lo spazio. Si indicano, nella fattispecie, due matrici che mettono in relazione strategie, ambiti, requisiti e che possono, pertanto, guidare la valutazione e la progettazione della flessibilità nell’abitazione. Vengono fornite, infine, alcune esemplificazioni di possibili modelli di combinazione delle strategie individuate.
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