Cos’è l’interfaccia urbano-rurale? Di cosa è fatto, come funziona e come potrebbe funzionare meglio? Queste le domande che hanno guidato la discussione durante l’esplorazione dalla periferia nord di Torino fino al centro cittadino durante il workshop YoungerSIU 2021. Da qui l’evocazione all’Allegoria del Buon Governo del Lorenzetti con la città, intesa come agglomerato di edifici, persone, attività e il suo rapporto con la campagna, intesa come verde, fonte di cibo e risorse, quella dell’hinterland contiguo, nel linguaggio dell’urbanizzazione planetaria (Brenner, Schmidt, 2015). L’attuale condizione pandemica e le necessarie connessioni da remoto hanno messo in luce un’ulteriore riflessione: gli spazi e i luoghi in cui viviamo sono costituiti da relazioni, materiali e immateriali, attraverso distanze variabili (Massey, 2005) e quindi emerge un’altra interfaccia, quella degli hinterland estesi. Il rischio di cadere in una netta contrapposizione di dualismi urbano/rurale, città∕campagna, contiguo∕esteso è reale, ma sottolineare la differenza tra urbano e rurale risulta ancora attuale (a differenza di alcune interpretazioni radicali dell’urbanizzazione planetaria), perché lo spazio che viviamo di fatto non è omogeneo. E ugualmente differenziate, anche in funzione della distanza fisica, sono le relazioni tra i luoghi. Perché la distanza influisce molto sulle modalità e possibilità a disposizione, a volte ancora inespresse, per governare queste relazioni. L’obiettivo del presente contributo è quello di dimostrare l’importanza di queste distinzioni, proponendo un approccio multi-disciplinare, trans-scalare e attraverso quattro prospettive diverse, ma in relazione tra di loro.

Urbano-Rurale : quattro sguardi su un rapporto complesso

D'Angelo, Fabrizio
;
2022

Abstract

Cos’è l’interfaccia urbano-rurale? Di cosa è fatto, come funziona e come potrebbe funzionare meglio? Queste le domande che hanno guidato la discussione durante l’esplorazione dalla periferia nord di Torino fino al centro cittadino durante il workshop YoungerSIU 2021. Da qui l’evocazione all’Allegoria del Buon Governo del Lorenzetti con la città, intesa come agglomerato di edifici, persone, attività e il suo rapporto con la campagna, intesa come verde, fonte di cibo e risorse, quella dell’hinterland contiguo, nel linguaggio dell’urbanizzazione planetaria (Brenner, Schmidt, 2015). L’attuale condizione pandemica e le necessarie connessioni da remoto hanno messo in luce un’ulteriore riflessione: gli spazi e i luoghi in cui viviamo sono costituiti da relazioni, materiali e immateriali, attraverso distanze variabili (Massey, 2005) e quindi emerge un’altra interfaccia, quella degli hinterland estesi. Il rischio di cadere in una netta contrapposizione di dualismi urbano/rurale, città∕campagna, contiguo∕esteso è reale, ma sottolineare la differenza tra urbano e rurale risulta ancora attuale (a differenza di alcune interpretazioni radicali dell’urbanizzazione planetaria), perché lo spazio che viviamo di fatto non è omogeneo. E ugualmente differenziate, anche in funzione della distanza fisica, sono le relazioni tra i luoghi. Perché la distanza influisce molto sulle modalità e possibilità a disposizione, a volte ancora inespresse, per governare queste relazioni. L’obiettivo del presente contributo è quello di dimostrare l’importanza di queste distinzioni, proponendo un approccio multi-disciplinare, trans-scalare e attraverso quattro prospettive diverse, ma in relazione tra di loro.
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