Ciò che si indossa con la moda non è tanto un abito, ma la sua trasformazione. Cambiare aspetto allo schiocco delle dita è ancora parte del linguaggio visivo del terzo millennio, come è dimostrato dalla popolarità dei filtri digitali con effetti di transizione. Ma già le avanguardie artistiche, il teatro di varietà, il cinema delle origini e le riviste di moda d’inizio XX secolo avevano promosso la trasformazione come magica, allegra e divertente, attraverso abiti modulari, progettati per cambiare e facilmente modificabili. Il libro analizza la trasformazione come forma di accelerazione percettiva della moda, allenando le persone ad apprezzare instabilità visiva e divenire. Combinando le riflessioni sull’abito senza fine di Barthes, sulla performatività e sui dialoghi interspecie umano-vegetale, affronta storicamente i casi dell’attore trasformista Leopoldo Fregoli, della creatrice di moda Rosa Genoni e del pittore, scrittore ed esteta Filippo de Pisis, mostrando come la trasformazione evidenzi il funzionamento della moda, ma possa divenire anche una forma di resistenza alle sue logiche. Fare la storia della trasformazione è un modo per capire la metamorfosi di cui la moda si è fatta promotrice nell’Italia dei primi decenni del XX secolo.

Abiti trasformabili : moda e modernismo in Italia

Alessandra Vaccari
2022

Abstract

Ciò che si indossa con la moda non è tanto un abito, ma la sua trasformazione. Cambiare aspetto allo schiocco delle dita è ancora parte del linguaggio visivo del terzo millennio, come è dimostrato dalla popolarità dei filtri digitali con effetti di transizione. Ma già le avanguardie artistiche, il teatro di varietà, il cinema delle origini e le riviste di moda d’inizio XX secolo avevano promosso la trasformazione come magica, allegra e divertente, attraverso abiti modulari, progettati per cambiare e facilmente modificabili. Il libro analizza la trasformazione come forma di accelerazione percettiva della moda, allenando le persone ad apprezzare instabilità visiva e divenire. Combinando le riflessioni sull’abito senza fine di Barthes, sulla performatività e sui dialoghi interspecie umano-vegetale, affronta storicamente i casi dell’attore trasformista Leopoldo Fregoli, della creatrice di moda Rosa Genoni e del pittore, scrittore ed esteta Filippo de Pisis, mostrando come la trasformazione evidenzi il funzionamento della moda, ma possa divenire anche una forma di resistenza alle sue logiche. Fare la storia della trasformazione è un modo per capire la metamorfosi di cui la moda si è fatta promotrice nell’Italia dei primi decenni del XX secolo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11578/319167
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