In tutte le nuove ricerche sul futuro dello spazio urbano, il rinnovato interesse per la vita, tragicamente colpita da crisi sanitarie, ecologiche e socio-politiche, solleva una questione teorica e progettuale cruciale: quale ruolo può avere lo spazio nel mantenere e promuovere la vita nel senso più ampio del bíos? Questo libro si basa sulla convinzione che sia urgente rivisitare la nozione foucaultiana di biopolitica - al di là della priorità data a un obiettivo finale di controllo - per ripensare il progetto della città e del territorio in transizione in modo affermativo ed emancipatorio. Il “giardino biopolitico” designa sia il luogo mentale sia l'insieme degli spazi concreti in cui si svolge la riflessione critica sviluppata in questo libro. Parte da una considerazione del progetto moderno come impegnato a mantenere in vita una popolazione e a emanciparla. Rileggendo alcuni progetti paradigmatici del XX secolo, si riconosce la validità a lungo termine dei tre concetti fondamentali di spazio funzionale, spazio naturale e spazio sociale. Si propone poi un rinnovamento teorico che tenga conto del valore dello spazio come soggetto agente. Infine, i progetti sviluppati da StudioPaolaViganò negli ultimi anni costituiscono un laboratorio per “collocare” il pensiero in una prospettiva di transizione e di giustizia spaziale, sociale e ambientale. Anche se solo per frammenti, essi rivelano i punti di forza di un approccio e di un discorso che trovano la loro ragion d'essere nelle pieghe della realtà.
Giardino biopolitico : spazi, vite e transizione
Paola Vigano'
2023-01-01
Abstract
In tutte le nuove ricerche sul futuro dello spazio urbano, il rinnovato interesse per la vita, tragicamente colpita da crisi sanitarie, ecologiche e socio-politiche, solleva una questione teorica e progettuale cruciale: quale ruolo può avere lo spazio nel mantenere e promuovere la vita nel senso più ampio del bíos? Questo libro si basa sulla convinzione che sia urgente rivisitare la nozione foucaultiana di biopolitica - al di là della priorità data a un obiettivo finale di controllo - per ripensare il progetto della città e del territorio in transizione in modo affermativo ed emancipatorio. Il “giardino biopolitico” designa sia il luogo mentale sia l'insieme degli spazi concreti in cui si svolge la riflessione critica sviluppata in questo libro. Parte da una considerazione del progetto moderno come impegnato a mantenere in vita una popolazione e a emanciparla. Rileggendo alcuni progetti paradigmatici del XX secolo, si riconosce la validità a lungo termine dei tre concetti fondamentali di spazio funzionale, spazio naturale e spazio sociale. Si propone poi un rinnovamento teorico che tenga conto del valore dello spazio come soggetto agente. Infine, i progetti sviluppati da StudioPaolaViganò negli ultimi anni costituiscono un laboratorio per “collocare” il pensiero in una prospettiva di transizione e di giustizia spaziale, sociale e ambientale. Anche se solo per frammenti, essi rivelano i punti di forza di un approccio e di un discorso che trovano la loro ragion d'essere nelle pieghe della realtà.File | Dimensione | Formato | |
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