Nel luglio del 1968 si apriva all’Aquila Alternative Attuali 3, la quarta edizione della rassegna curata e fondata nel 1962 da Enrico Crispolti con lo scopo di presentare, insieme ai pionieri dell’arte attuale, le ultime tendenze del contemporaneo, in un percorso che si muoveva tra didattica, ricerca e critica militante. In linea con le precedenti mostre aquilane, anche nel 1968, l’intento del curatore fu soverchiare l’“impostazione ufficialistica dell’avanguardismo italiano e internazionale”: alla ricerca di una via che si ponesse fuori “dalle etichette critico-mercantili” e in nome di un’“autonomia immaginativa e creativa”. Ad artisti già noti furono quindi affiancate personalità totalmente sconosciute nel panorama espositivo italiano, tra cui la pittrice surrealista ceca Toyen (Praga, 1902 – Parigi, 1980), presentata nelle sale del castello Spagnolo dell’Aquila insieme al compagno e collega Jindrich Styrsky (Čermná u Kyšperka, 1899 – Praga, 1942). La grande retrospettiva-omaggio ripercorreva la carriera dell’artista dagli esordi a Praga, nel gruppo avanguardista Devětsil, all’adesione al movimento surrealista, passando per gli esiti figurativi degli anni Quaranta e il successivo ritorno al lirismo onirico. Il presente contributo analizza la mostra antologica dedicata a Toyen alla luce degli studi portati avanti da Enrico Crispolti nel corso degli anni Sessanta, i quali, proprio nel 1968, sfociarono in Ricerche dopo l’informale: un volume in cui l’autore tracciava le radici storiche della Nuova Figurazione ripensando il Surrealismo e interrogandosi sulle recenti vie di uscita dall’informale.

Alternative Attuali 3, 1968. La mostra-omaggio a Toyen, ovvero del Surrealismo dopo l’Informale

Caputo, Caterina
2024-01-01

Abstract

Nel luglio del 1968 si apriva all’Aquila Alternative Attuali 3, la quarta edizione della rassegna curata e fondata nel 1962 da Enrico Crispolti con lo scopo di presentare, insieme ai pionieri dell’arte attuale, le ultime tendenze del contemporaneo, in un percorso che si muoveva tra didattica, ricerca e critica militante. In linea con le precedenti mostre aquilane, anche nel 1968, l’intento del curatore fu soverchiare l’“impostazione ufficialistica dell’avanguardismo italiano e internazionale”: alla ricerca di una via che si ponesse fuori “dalle etichette critico-mercantili” e in nome di un’“autonomia immaginativa e creativa”. Ad artisti già noti furono quindi affiancate personalità totalmente sconosciute nel panorama espositivo italiano, tra cui la pittrice surrealista ceca Toyen (Praga, 1902 – Parigi, 1980), presentata nelle sale del castello Spagnolo dell’Aquila insieme al compagno e collega Jindrich Styrsky (Čermná u Kyšperka, 1899 – Praga, 1942). La grande retrospettiva-omaggio ripercorreva la carriera dell’artista dagli esordi a Praga, nel gruppo avanguardista Devětsil, all’adesione al movimento surrealista, passando per gli esiti figurativi degli anni Quaranta e il successivo ritorno al lirismo onirico. Il presente contributo analizza la mostra antologica dedicata a Toyen alla luce degli studi portati avanti da Enrico Crispolti nel corso degli anni Sessanta, i quali, proprio nel 1968, sfociarono in Ricerche dopo l’informale: un volume in cui l’autore tracciava le radici storiche della Nuova Figurazione ripensando il Surrealismo e interrogandosi sulle recenti vie di uscita dall’informale.
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