Il contributo presenta gli esiti di uno studio sull’apporto delle tecnologie digitali, nella lettura delle informazioni e nella comunicazione di contesti urbani storici stratificati, ai fini della conoscenza da parte di pubblici eterogenei. Accogliendo il concetto di una flessibilità da riportare nei centri storici, si pone l’accento sulla loro trasformazione nel tempo. La ricerca filologica di fonti testuali e iconografiche si intreccia con le campagne di rilievo, per una interpretazione dei segni urbani scomparsi o difficilmente rinvenibili. Le ricadute di questa ricerca insistono su progetti di comunicazione che pongono gli apparati scultorei alla stregua di protagonisti di una narrazione multilivello della conoscenza. ___ The paper presents the outcomes of a study on the contribution of digital technologies, in information reading and communication of stratified historical urban contexts, for their knowledge by heterogeneous audiences. Embracing the idea that flexibility can be brought back to historic centers, emphasis is placed on their transformation over time. Philological research of textual and iconographic sources is intertwined with survey campaigns for an interpretation of disappeared or hard-to-find urban signs. The outcomes of this research insist on communication projects that place sculptural apparatuses as protagonists of a multilevel narrative of knowledge.

Utroque tempore. Se le statue potessero parlare?

Massimiliano Ciammaichella
;
2025-01-01

Abstract

Il contributo presenta gli esiti di uno studio sull’apporto delle tecnologie digitali, nella lettura delle informazioni e nella comunicazione di contesti urbani storici stratificati, ai fini della conoscenza da parte di pubblici eterogenei. Accogliendo il concetto di una flessibilità da riportare nei centri storici, si pone l’accento sulla loro trasformazione nel tempo. La ricerca filologica di fonti testuali e iconografiche si intreccia con le campagne di rilievo, per una interpretazione dei segni urbani scomparsi o difficilmente rinvenibili. Le ricadute di questa ricerca insistono su progetti di comunicazione che pongono gli apparati scultorei alla stregua di protagonisti di una narrazione multilivello della conoscenza. ___ The paper presents the outcomes of a study on the contribution of digital technologies, in information reading and communication of stratified historical urban contexts, for their knowledge by heterogeneous audiences. Embracing the idea that flexibility can be brought back to historic centers, emphasis is placed on their transformation over time. Philological research of textual and iconographic sources is intertwined with survey campaigns for an interpretation of disappeared or hard-to-find urban signs. The outcomes of this research insist on communication projects that place sculptural apparatuses as protagonists of a multilevel narrative of knowledge.
2025
Laura Farroni, Matteo Flavio Mancini (a cura di)
Ambienti flessibili : Creatività, inclusione, ecologia, reale/virtuale : Teorie e buone pratiche per l’architettura
9791259774309
Inglese
Italiano
4
322
333
12
Nazionale
RomaTre-Press
Roma
ITALIA
Esperti anonimi
https://romatrepress.uniroma3.it/libro/ambienti-flessibili-creativita-inclusione-ecologia-reale-virtuale-teorie-e-buone-pratiche-per-larchitettura/
Inclusione; Tecnologie digitali; Patrimonio costruito; Comunicazione; Palazzo Spada; Inclusion; Digital Technologies; Built Heritage; Communication; Spada Palace
no
open
2. Contributo in Volume::2.1 Contributo in Volume(Capitolo,Saggio)
Ciammaichella, Massimiliano; Farroni, Laura; Flavio Mancini, Matteo
268
info:eu-repo/semantics/bookPart
3
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