Il testo si occupa di indagare i progetti berlinesi di O.M. Ungers, attraverso la questione della composizione urbana e di come sia possibile una ricerca in architettura che cerchi di definire una teoria della composizione. Una possibilità dovuta anche alla qualità intrinseca delle opere studiate a rendersi disponibili a un’interpretazione per via compositiva. La ricerca condotta sui progetti berlinesi di Oswald Mathias Ungers ci aiuta a cogliere e chiarire il valore di una teoria che si identifica nel rapporto tra architettura e progetto urbano; uno degli obiettivi di questo lavoro è stato proprio quello di comprendere il significato che oggi l’architettura può ancora esercitare sulla struttura urbana della città, sulla natura profonda dei suoi caratteri spaziali e formali.
Architetture per via compositiva
Armando Dal Fabbro
In corso di stampa
Abstract
Il testo si occupa di indagare i progetti berlinesi di O.M. Ungers, attraverso la questione della composizione urbana e di come sia possibile una ricerca in architettura che cerchi di definire una teoria della composizione. Una possibilità dovuta anche alla qualità intrinseca delle opere studiate a rendersi disponibili a un’interpretazione per via compositiva. La ricerca condotta sui progetti berlinesi di Oswald Mathias Ungers ci aiuta a cogliere e chiarire il valore di una teoria che si identifica nel rapporto tra architettura e progetto urbano; uno degli obiettivi di questo lavoro è stato proprio quello di comprendere il significato che oggi l’architettura può ancora esercitare sulla struttura urbana della città, sulla natura profonda dei suoi caratteri spaziali e formali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.