Questo capitolo offre spunti di riflessione sul ruolo delle università nell’ambito dei cosiddetti Ecosistemi dell’Innovazione (EdI) per individuare apprendimenti e possibili indirizzi per politiche pubbliche in favore dello sviluppo dei contesti urbani e territoriali di riferimento. Il punto di osservazione iniziale è quello del RomeTechnopole , promosso dalla Sapienza – con la partecipazione inedita di altre 9 università della Regione Lazio – e finanziato nell’ambito del PNRR. Peculiarità e criticità degli EdI nel PNRR sono messe poi a confronto con l’esperienza di iNEST che coinvolge 9 università (tra le quali IUAV), 3 enti pubblici di ricerca e 12 soggetti privati e che dedica particolare attenzione al radicamento dell’innovazione sul territorio. È chiaro che si tratta di iniziative al momento ancora a metà percorso oltre che fortemente vincolate al bando MUR (su fondi PNRR) che le ha promosse, ma forse anche per questo ancora disponibili a una diversa azione di indirizzo. Volendo infatti, provare a delineare strategie entro un rinnovato ruolo delle Università in favore di uno sviluppo locale e forme innovazione di carattere territoriale che non lascino in dietro nessuno, la riflessione ha guardato criticamente anche all’esperienza del MIND milanese (al quale partecipano PoliMi e Università di Milano), di qualche anno più vecchio. Infatti, in un contesto in cui l’innovazione viene considerata per lo più come un volano di sviluppo economico e un attrattore di investimenti (anche per in favore del real estate), l’incrocio di queste esperienze consente di sostenere che le Università possano invece impegnarsi in strategie di azione e relazione con il contesto capaci di andare oltre gli obiettivi dell’innovazione, entro attente scelte di localizzazione e condivisone delle infrastrutture di ricerca e a concreto vantaggio delle persone nei luoghi.

Gli ecosistemi dell'innovazione per lo sviluppo di città e territori

Tedesco C.;Ostanel E.
2025-01-01

Abstract

Questo capitolo offre spunti di riflessione sul ruolo delle università nell’ambito dei cosiddetti Ecosistemi dell’Innovazione (EdI) per individuare apprendimenti e possibili indirizzi per politiche pubbliche in favore dello sviluppo dei contesti urbani e territoriali di riferimento. Il punto di osservazione iniziale è quello del RomeTechnopole , promosso dalla Sapienza – con la partecipazione inedita di altre 9 università della Regione Lazio – e finanziato nell’ambito del PNRR. Peculiarità e criticità degli EdI nel PNRR sono messe poi a confronto con l’esperienza di iNEST che coinvolge 9 università (tra le quali IUAV), 3 enti pubblici di ricerca e 12 soggetti privati e che dedica particolare attenzione al radicamento dell’innovazione sul territorio. È chiaro che si tratta di iniziative al momento ancora a metà percorso oltre che fortemente vincolate al bando MUR (su fondi PNRR) che le ha promosse, ma forse anche per questo ancora disponibili a una diversa azione di indirizzo. Volendo infatti, provare a delineare strategie entro un rinnovato ruolo delle Università in favore di uno sviluppo locale e forme innovazione di carattere territoriale che non lascino in dietro nessuno, la riflessione ha guardato criticamente anche all’esperienza del MIND milanese (al quale partecipano PoliMi e Università di Milano), di qualche anno più vecchio. Infatti, in un contesto in cui l’innovazione viene considerata per lo più come un volano di sviluppo economico e un attrattore di investimenti (anche per in favore del real estate), l’incrocio di queste esperienze consente di sostenere che le Università possano invece impegnarsi in strategie di azione e relazione con il contesto capaci di andare oltre gli obiettivi dell’innovazione, entro attente scelte di localizzazione e condivisone delle infrastrutture di ricerca e a concreto vantaggio delle persone nei luoghi.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11578/360009
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact