Il 25 aprile 1797 il Generale Bonaparte accoglie due emissari del senato veneziano a Graz con una minaccia: “J’ai quatre-vingt mille hommes, vingt barques canonnières. Je ne veux plus d’Inquisition, plus de Sénat. Je serai un Attila pour Venise”. Trascorsi dieci anni, quelle parole si riveleranno profetiche; Napoleone, ormai Imperatore e Re d’Italia, visita per la prima volta Venezia e vi avvia importanti riforme urbanistiche: il suo obiettivo è trasformare la città dei Dogi “en une ville moderne et normale”. Accanto ai provvedimenti relativi al progetto del cimitero, alla ideazione dei giardini nel Sestriere Castello, a un viale rettifilo che conduce agli stessi, alla costruzione dell’Ala Napoleonica a San Marco, all’illuminazione pubblica e alla soppressione di molti conventi e monasteri, aleggia il mito di un collegamento stradale tra la foce del Brenta e il cuore di Venezia, il quale avrebbe consentito a Napoleone di realizzare uno dei suoi più grandi sogni megalomani: entrare in trionfo a cavallo in Piazza San Marco.

Sottomissioni: Facce e corpi nello spazio lagunare

Andrea Pastorello
2018-01-01

Abstract

Il 25 aprile 1797 il Generale Bonaparte accoglie due emissari del senato veneziano a Graz con una minaccia: “J’ai quatre-vingt mille hommes, vingt barques canonnières. Je ne veux plus d’Inquisition, plus de Sénat. Je serai un Attila pour Venise”. Trascorsi dieci anni, quelle parole si riveleranno profetiche; Napoleone, ormai Imperatore e Re d’Italia, visita per la prima volta Venezia e vi avvia importanti riforme urbanistiche: il suo obiettivo è trasformare la città dei Dogi “en une ville moderne et normale”. Accanto ai provvedimenti relativi al progetto del cimitero, alla ideazione dei giardini nel Sestriere Castello, a un viale rettifilo che conduce agli stessi, alla costruzione dell’Ala Napoleonica a San Marco, all’illuminazione pubblica e alla soppressione di molti conventi e monasteri, aleggia il mito di un collegamento stradale tra la foce del Brenta e il cuore di Venezia, il quale avrebbe consentito a Napoleone di realizzare uno dei suoi più grandi sogni megalomani: entrare in trionfo a cavallo in Piazza San Marco.
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