“El dire tuta la fabula saria molto longo”. Maggio 1493. Festa mitologica per Beatrice d'Este a Venezia

Zanon, Giulia
2025-01-01

2025
Monica Centanni, Alessandro Metlica, Piermario Vescovo (a cura di)
Feste e teatro : forme intermedie tra arte e vita (XV - XVII secolo)
9791255651031
Italiano
113
131
19
Internazionale
Edizioni Engramma
Venezia
ITALIA
Comitato scientifico
Nel 1493 Beatrice d’Este, sorella di Isabella e moglie di Ludovico il Moro, arriva a Venezia in missione diplomatica. Scopo della visita è suggellare i buoni rapporti tra gli Sforza e la Serenissima a seguito della recente formazione di un’alleanza tra Milano, Venezia, Ferrara, Mantova e il papato. Con lei la madre, Eleonora d’Aragona, il fratello Alfonso con la sposa Anna Sforza e una numerosa delegazione. L’ambasceria viene accolta da grandiosi festeggiamenti il cui impianto trova il suo culmine in due rappresentazioni di carattere mitologico. Oltre alle cronache veneziane, in particolare il Sanudo e il Sabellico, a costituire le fonti principali per la ricostruzione della vicenda sono le testimonianze dirette dei protagonisti, nelle lettere spedite alla corte Sforza. Il 27 maggio Beatrice fa il suo ingresso trionfale a Venezia, approdando nell’area marciana con il suo corteo a bordo di un bucintoro: ad accoglierla, una serie di spettacoli sul Canal Grande e, in particolare, sopra una scenografia montuosa, la rappresentazione della disputa fra Minerva e Nettuno per l’imposizione del nome della città di Atene al momento della fondazione. Qualche giorno dopo, il 30 maggio, durante una festa danzante allestita a Palazzo Ducale, viene messa in scena la storia di Meleagro, l’eroe mitico che partecipa alla caccia al cinghiale calidonio. Da cosa sono legate queste due rappresentazioni? Qual è lo scopo del mito nel programma politico e ideologico di Venezia? Nel cercare di rispondere a queste domande, lo studio prende in esame le feste del maggio 1493 come decisive, usando le parole di Raimondo Guarino, “nell’assunzione del pantheon greco-romano a fondamento di una Staatsymbolik per la città di Venezia”. Minerva e Nettuno e, soprattutto, Meleagro sono pretesti mitici per raccontare la storia politica di una città in cui pace e guerra, unione e separazione, sono agenti ondivaghi.
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Zanon, Giulia
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