La moda italiana ha conosciuto una consacrazione internazionale nel secondo dopoguerra grazie all’affermazione del concetto di made in Italy, che, da un lato, ha amplificato l’immagine dell’Italia come paese della moda, dandole un’immediata riconoscibilità, dall’altro l’ha confinata a un’idea di fare manuale e dimensione artigianale. La moda italiana è stata spesso associata all’arte rinascimentale, con specifici riferimenti al lavoro di bottega. In questo si è differenziata dalla moda francese, che nel suo dialogo con l’America ha fatto leva sulla relazione tra couture e avanguardia artistica trasgressiva. L’immaginario artigianale della moda italiana ha resistito fino al presente, rivitalizzato dai grandi gruppi finanziari del lusso ai quali sono stati ceduti molti dei marchi storici del made in Italy. Un esempio di questa duratura costruzione storiografica è la mostra itinerante Italy at Work. Her Renaissance in Design Today (Stati Uniti, 1950-1953). La mostra nasceva con l’intento dichiarato di promuovere la creatività italiana al fine di contribuire a rafforzare il fragile sistema produttivo del paese al termine della Seconda guerra mondiale. Ls presenza della moda a Italy at Work testimonia sia la crescita di un ambito culturale e di produzione di beni legati all’apparire delle persone, sia le complesse migrazioni del gusto nordamericano in Italia (e viceversa). Dal momento che un evento espositivo è sempre una costruzione selettiva della realtà, il testo esplora la moda in mostra, analizzando sia ciò che era presente, approfondendo la questione dell’artigianato artistico; sia ciò che era assente, principalmente la sartoria d’alta moda e il lusso. Nella prospettiva adottata, Italy at Work è una testimonianza di significative lacune narrative e di senso nella messa in relazione della moda italiana e del gusto nordamericano.
La moda a Italy at Work tra presenza e assenza = Fashion in Italy at Work: Those Present and Those Absent
Vaccari, Alessandra
2025-01-01
Abstract
La moda italiana ha conosciuto una consacrazione internazionale nel secondo dopoguerra grazie all’affermazione del concetto di made in Italy, che, da un lato, ha amplificato l’immagine dell’Italia come paese della moda, dandole un’immediata riconoscibilità, dall’altro l’ha confinata a un’idea di fare manuale e dimensione artigianale. La moda italiana è stata spesso associata all’arte rinascimentale, con specifici riferimenti al lavoro di bottega. In questo si è differenziata dalla moda francese, che nel suo dialogo con l’America ha fatto leva sulla relazione tra couture e avanguardia artistica trasgressiva. L’immaginario artigianale della moda italiana ha resistito fino al presente, rivitalizzato dai grandi gruppi finanziari del lusso ai quali sono stati ceduti molti dei marchi storici del made in Italy. Un esempio di questa duratura costruzione storiografica è la mostra itinerante Italy at Work. Her Renaissance in Design Today (Stati Uniti, 1950-1953). La mostra nasceva con l’intento dichiarato di promuovere la creatività italiana al fine di contribuire a rafforzare il fragile sistema produttivo del paese al termine della Seconda guerra mondiale. Ls presenza della moda a Italy at Work testimonia sia la crescita di un ambito culturale e di produzione di beni legati all’apparire delle persone, sia le complesse migrazioni del gusto nordamericano in Italia (e viceversa). Dal momento che un evento espositivo è sempre una costruzione selettiva della realtà, il testo esplora la moda in mostra, analizzando sia ciò che era presente, approfondendo la questione dell’artigianato artistico; sia ciò che era assente, principalmente la sartoria d’alta moda e il lusso. Nella prospettiva adottata, Italy at Work è una testimonianza di significative lacune narrative e di senso nella messa in relazione della moda italiana e del gusto nordamericano.| File | Dimensione | Formato | |
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