Il contributo descrive alcuni grandi progetti infrastrutturali e scenari energetici sviluppati nel bacino del Mediterraneo tra il XX e il XXI secolo, muovendo dalla convinzione che sia impossibile comprendere lo sviluppo dello spazio mediterraneo senza considerare le razionalità dei modelli tecnologici che ne hanno plasmato la superficie. La prima parte evidenzia come il Mediterraneo abbia assunto un nuovo ruolo centrale nello scenario geopolitico contemporaneo, a partire dalla questione energetica. La seconda parte propone uno sguardo retrospettivo, analizzando la capacità di alcuni grandi progetti del Novecento di costruire un immaginario unitario attorno al Mediterraneo: nel secondo dopoguerra, la dimensione globale si è concretizzata attraverso gli investimenti infrastrutturali di compagnie come Eni e Total, protagoniste della costruzione di una potente macchina energetica fossile, oggi inadeguata alle sfide della transizione ecologica. I paragrafi conclusivi, dedicati a due scenari sulle energie rinnovabili (Desertec e Roadmap 2050), interrogano il futuro, riflettendo sulla necessità di prefigurarne le traiettorie attraverso il progetto e i suoi strumenti, e sul senso di una nuova cooperazione possibile tra le regioni mediterranee.

Il Mediterraneo ancora. L’energia come vettore di scenari territoriali alla scala del Mediterraneo

Lorenzo Fabian
;
Luca Iuorio
2025-01-01

Abstract

Il contributo descrive alcuni grandi progetti infrastrutturali e scenari energetici sviluppati nel bacino del Mediterraneo tra il XX e il XXI secolo, muovendo dalla convinzione che sia impossibile comprendere lo sviluppo dello spazio mediterraneo senza considerare le razionalità dei modelli tecnologici che ne hanno plasmato la superficie. La prima parte evidenzia come il Mediterraneo abbia assunto un nuovo ruolo centrale nello scenario geopolitico contemporaneo, a partire dalla questione energetica. La seconda parte propone uno sguardo retrospettivo, analizzando la capacità di alcuni grandi progetti del Novecento di costruire un immaginario unitario attorno al Mediterraneo: nel secondo dopoguerra, la dimensione globale si è concretizzata attraverso gli investimenti infrastrutturali di compagnie come Eni e Total, protagoniste della costruzione di una potente macchina energetica fossile, oggi inadeguata alle sfide della transizione ecologica. I paragrafi conclusivi, dedicati a due scenari sulle energie rinnovabili (Desertec e Roadmap 2050), interrogano il futuro, riflettendo sulla necessità di prefigurarne le traiettorie attraverso il progetto e i suoi strumenti, e sul senso di una nuova cooperazione possibile tra le regioni mediterranee.
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