Nell’immaginario comune, la piscina richiama immediatamente una forma riconoscibile: un bacino rettangolare, regolare, pensato per il nuoto o il tempo libero, la cui geometria semplice evoca ricordi condivisi, momenti di socialità e tradizioni storiche, consolidando un’immagine riconosciuta e facilmente identificabile. Eppure, dietro questa riconoscibilità, la piscina non si configura come una tipologia architettonica chiusa e codificata, bensì come un dispositivo spaziale aperto, capace di assumere forme, funzioni e relazioni sempre diverse. La sua struttura non obbedisce a schemi distributivi canonici, né a regole compositive prefissate: al contrario, si presta a molteplici declinazioni, con la possibilità di variare in scala, configurazione e rapporto con il contesto. L’assenza di un modello tipologico vincolante rende la piscina un terreno privilegiato per l’innovazione progettuale: ogni intervento architettonico non si limita a definire un singolo edificio, ma diventa un’occasione per generare nuove porzioni di città e affrontare questioni urbane più ampie. Progettare una piscina pubblica oggi significa pensare a un sistema complesso di relazioni tra edificio, spazi esterni, percorsi, accessi, paesaggio e tessuto urbano circostante. Tutti questi elementi concorrono a creare connessioni e trasformazioni, anche impreviste, che estendono il significato del progetto oltre i suoi confini materiali. Il volume presenta una selezione di progetti per un nuovo complesso natatorio e un parco lungo il fiume Meschio, a Vittorio Veneto, sviluppati all’interno di un laboratorio integrato di progettazione architettonica e urbana e tecnica delle costruzioni dell’Università Iuav di Venezia.

Progetti come sistemi di relazioni

Iorio, Andrea
2025-01-01

Abstract

Nell’immaginario comune, la piscina richiama immediatamente una forma riconoscibile: un bacino rettangolare, regolare, pensato per il nuoto o il tempo libero, la cui geometria semplice evoca ricordi condivisi, momenti di socialità e tradizioni storiche, consolidando un’immagine riconosciuta e facilmente identificabile. Eppure, dietro questa riconoscibilità, la piscina non si configura come una tipologia architettonica chiusa e codificata, bensì come un dispositivo spaziale aperto, capace di assumere forme, funzioni e relazioni sempre diverse. La sua struttura non obbedisce a schemi distributivi canonici, né a regole compositive prefissate: al contrario, si presta a molteplici declinazioni, con la possibilità di variare in scala, configurazione e rapporto con il contesto. L’assenza di un modello tipologico vincolante rende la piscina un terreno privilegiato per l’innovazione progettuale: ogni intervento architettonico non si limita a definire un singolo edificio, ma diventa un’occasione per generare nuove porzioni di città e affrontare questioni urbane più ampie. Progettare una piscina pubblica oggi significa pensare a un sistema complesso di relazioni tra edificio, spazi esterni, percorsi, accessi, paesaggio e tessuto urbano circostante. Tutti questi elementi concorrono a creare connessioni e trasformazioni, anche impreviste, che estendono il significato del progetto oltre i suoi confini materiali. Il volume presenta una selezione di progetti per un nuovo complesso natatorio e un parco lungo il fiume Meschio, a Vittorio Veneto, sviluppati all’interno di un laboratorio integrato di progettazione architettonica e urbana e tecnica delle costruzioni dell’Università Iuav di Venezia.
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