La mostra intende valorizzare il fondo Giorgio Wenter Marini e condividere alcuni risultati della borsa di ricerca finanziata a maggio dalla Fondazione Iuav e rinnovata in seguito a valutazione positiva. Si tratta, più in specifico, di esporre una selezione di opere appartenenti al fondo pubblicate nel periodo tra le due guerre mondiali – non strettamente architettura, ma anche letteratura, poesia, grafica e arti visive –e particolarmente significative per la definizione del contesto culturale intorno alla figura di Giorgio Wenter Marini. È un corpus piuttosto eterogeneo legato dal fil rouge, a partire dal 1918, di una volontà di rinnovamento totale delle arti “maggiori” a partire dall’opera editoriale che, seppur considerata “minore”, in virtù della sua diffusione può estendere la nuova concezione dell’arte a un pubblico più vasto. Il medium espressivo d’elezione dell’architetto trentino è la xilografia, utilizzata non solo per le illustrazioni a soggetto architettonico ma anche per ornamenti e altri elementi tipografici. La mostra approfondisce queste tematiche attraverso una selezione di monografie e fascicoli di riviste: le opere illustrate da Wenter Marini (le riviste Alba Trentina e Risorgimento Grafico, la raccolta poetica I pensieri di Manlio Torquato Dazzi e il romanzo per ragazzi Il povero fornaretto. Leggenda veneziana); i libri donati e dedicati a Wenter Marini, che testimoniano una fitta rete di connessioni, come per esempio con Gio Ponti; le opere che, ampliando il campo, mostrano il contesto culturale in cui Wenter Marini lavora e alcuni dei suoi più importanti riferimenti artistici, come Adolfo de Carolis nelle illustrazioni di alcuni testi dannunziani e Duilio Cambellotti, oltre agli editori Raffaello Bertieri (Risorgimento grafico) e Ettore Cozzani (L’Eroica. Rassegna di ogni poesia). La mostra termina con una sezione su Fortunato Depero (Dinamo futurista) e altre posizioni contemporanee a Wenter Marini, per sottolineare l’aspetto complesso e spesso contraddittorio del rapporto con la modernità. I materiali selezionati si trovano per la quasi totalità presso la Biblioteca, integrata da alcuni oggetti (matrici xilografiche, prove di stampa, volumetti di ‘letteratura grigia’) provenienti dall’Archivio Progetti Iuav.

Giorgio Wenter Marini. Architettura e grafica

Chiara Velicogna
2025-01-01

Abstract

La mostra intende valorizzare il fondo Giorgio Wenter Marini e condividere alcuni risultati della borsa di ricerca finanziata a maggio dalla Fondazione Iuav e rinnovata in seguito a valutazione positiva. Si tratta, più in specifico, di esporre una selezione di opere appartenenti al fondo pubblicate nel periodo tra le due guerre mondiali – non strettamente architettura, ma anche letteratura, poesia, grafica e arti visive –e particolarmente significative per la definizione del contesto culturale intorno alla figura di Giorgio Wenter Marini. È un corpus piuttosto eterogeneo legato dal fil rouge, a partire dal 1918, di una volontà di rinnovamento totale delle arti “maggiori” a partire dall’opera editoriale che, seppur considerata “minore”, in virtù della sua diffusione può estendere la nuova concezione dell’arte a un pubblico più vasto. Il medium espressivo d’elezione dell’architetto trentino è la xilografia, utilizzata non solo per le illustrazioni a soggetto architettonico ma anche per ornamenti e altri elementi tipografici. La mostra approfondisce queste tematiche attraverso una selezione di monografie e fascicoli di riviste: le opere illustrate da Wenter Marini (le riviste Alba Trentina e Risorgimento Grafico, la raccolta poetica I pensieri di Manlio Torquato Dazzi e il romanzo per ragazzi Il povero fornaretto. Leggenda veneziana); i libri donati e dedicati a Wenter Marini, che testimoniano una fitta rete di connessioni, come per esempio con Gio Ponti; le opere che, ampliando il campo, mostrano il contesto culturale in cui Wenter Marini lavora e alcuni dei suoi più importanti riferimenti artistici, come Adolfo de Carolis nelle illustrazioni di alcuni testi dannunziani e Duilio Cambellotti, oltre agli editori Raffaello Bertieri (Risorgimento grafico) e Ettore Cozzani (L’Eroica. Rassegna di ogni poesia). La mostra termina con una sezione su Fortunato Depero (Dinamo futurista) e altre posizioni contemporanee a Wenter Marini, per sottolineare l’aspetto complesso e spesso contraddittorio del rapporto con la modernità. I materiali selezionati si trovano per la quasi totalità presso la Biblioteca, integrata da alcuni oggetti (matrici xilografiche, prove di stampa, volumetti di ‘letteratura grigia’) provenienti dall’Archivio Progetti Iuav.
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