Il saggio analizza alcuni principi progettuali di Carlo Scarpa legati a processi di visione dinamica, itinerante, che legano indissolubilmente nella sua opera tempo-spazio-movimento. L’idea di predisporre, attraverso l’architettura, le vie che si suggerisce all’occhio di seguire viene confrontata con la teoria da Klee formulata nel Quaderno degli schizzi pedagogici, mentre altri concetti legati al valore dell’esperienza e in particolare del movimento nella percezione dello spazio vengono messi in relazione con alcuni testi e progetti elaborati da vari autori negli stessi anni in cui Scarpa operava. Questo consente di tracciare alcune ipotesi sulla sua partecipazione viva ai dibattiti sull’arte e l’architettura della sua epoca – anche se ciò non corrisponde mai a una completa e dichiarata adesione. Così è anche per le elaborazioni teoriche legate all’arte cinetica e all’opera aperta. In particolare, vengono evidenziate assonanze con le idee di Carlo L. Ragghianti, Bruno Zevi, Giulio Carlo Argan e con le interpretazioni della città di Venezia e della sua spazialità formulate da Giuseppe Mazzariol e Sergio Bettini. Senza dimenticare la ricchezza data dalla compresenza di molteplici temi nell’opera di Scarpa, si può tentare una individuazione di alcune strategie progettuali da lui assunte. I concetti vengono illustrati attraverso alcune esemplificazioni e riferimenti a specifiche opere, tra le quali in particolare la Fondazione Querini Stampalia e il Negozio Olivetti a Venezia e l’allestimento della Statua di Cangrande a Castelvecchio a Verona. The essay examines certain design principles of Carlo Scarpa related to processes of dynamic visione itinerante (itinerant vision) — principles that bind time, space, and movement indissolubly together in his work. The idea of using architecture to suggest lines of vision is explored in relation to the theories Klee advanced in his Pedagogical Sketchbook. Other concepts tied to the value of experience, and especially to movement in the perception of space, are discussed in the light of selected texts and projects developed by various authors contemporary with Scarpa’s own practice. This makes it possible to formulate several hypotheses concerning Scarpa’s active engagement with the debates on art and architecture of his era — even if he never declared complete adherence to any single position. The same holds true for the theories associated with kinetic art and the open work. Particular attention is given to resonances with the ideas of Carlo L. Ragghianti and Bruno Zevi, Giulio Carlo Argan as well as Giuseppe Mazzariol’s and Sergio Bettini’s interpretations of the city of Venice and its spatiality. An attempt is also made to identify some of the design strategies Scarpa consistently employed, without losing sight of the multiple themes simultaneously present in his work and the complexity they generate. These concepts are illustrated through reference to specific works, with particular attention to the Querini Stampalia Foundation and the Olivetti Showroom in Venice, and the installation of the Statua di Cangrande at Castelvecchio in Verona.

LA VISIONE ITINERANTE NELL’OPERA DI CARLO SCARPA. Note su tempo, spazio e movimento.

Maura Manzelle
In corso di stampa

Abstract

Il saggio analizza alcuni principi progettuali di Carlo Scarpa legati a processi di visione dinamica, itinerante, che legano indissolubilmente nella sua opera tempo-spazio-movimento. L’idea di predisporre, attraverso l’architettura, le vie che si suggerisce all’occhio di seguire viene confrontata con la teoria da Klee formulata nel Quaderno degli schizzi pedagogici, mentre altri concetti legati al valore dell’esperienza e in particolare del movimento nella percezione dello spazio vengono messi in relazione con alcuni testi e progetti elaborati da vari autori negli stessi anni in cui Scarpa operava. Questo consente di tracciare alcune ipotesi sulla sua partecipazione viva ai dibattiti sull’arte e l’architettura della sua epoca – anche se ciò non corrisponde mai a una completa e dichiarata adesione. Così è anche per le elaborazioni teoriche legate all’arte cinetica e all’opera aperta. In particolare, vengono evidenziate assonanze con le idee di Carlo L. Ragghianti, Bruno Zevi, Giulio Carlo Argan e con le interpretazioni della città di Venezia e della sua spazialità formulate da Giuseppe Mazzariol e Sergio Bettini. Senza dimenticare la ricchezza data dalla compresenza di molteplici temi nell’opera di Scarpa, si può tentare una individuazione di alcune strategie progettuali da lui assunte. I concetti vengono illustrati attraverso alcune esemplificazioni e riferimenti a specifiche opere, tra le quali in particolare la Fondazione Querini Stampalia e il Negozio Olivetti a Venezia e l’allestimento della Statua di Cangrande a Castelvecchio a Verona. The essay examines certain design principles of Carlo Scarpa related to processes of dynamic visione itinerante (itinerant vision) — principles that bind time, space, and movement indissolubly together in his work. The idea of using architecture to suggest lines of vision is explored in relation to the theories Klee advanced in his Pedagogical Sketchbook. Other concepts tied to the value of experience, and especially to movement in the perception of space, are discussed in the light of selected texts and projects developed by various authors contemporary with Scarpa’s own practice. This makes it possible to formulate several hypotheses concerning Scarpa’s active engagement with the debates on art and architecture of his era — even if he never declared complete adherence to any single position. The same holds true for the theories associated with kinetic art and the open work. Particular attention is given to resonances with the ideas of Carlo L. Ragghianti and Bruno Zevi, Giulio Carlo Argan as well as Giuseppe Mazzariol’s and Sergio Bettini’s interpretations of the city of Venice and its spatiality. An attempt is also made to identify some of the design strategies Scarpa consistently employed, without losing sight of the multiple themes simultaneously present in his work and the complexity they generate. These concepts are illustrated through reference to specific works, with particular attention to the Querini Stampalia Foundation and the Olivetti Showroom in Venice, and the installation of the Statua di Cangrande at Castelvecchio in Verona.
In corso di stampa
Pier Federico Caliari, Silvia Cattiodoro, Sandro Pittini
Conoscere i maestri. Carlo Scarpa
Italiano
Nazionale
Accademia Adrianea Edizioni
ITALIA
Carlo Scarpa, visione itinerante, arte cinetica, Castelvecchio, Negozio Olivetti
none
2. Contributo in Volume::2.1 Contributo in Volume(Capitolo,Saggio)
Manzelle, Maura
268
info:eu-repo/semantics/bookPart
1
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