Circa trent’anni fa, all’interno dell’ultimo numero della Casabella di Vittorio Gregotti dedicato al cosiddetto “Internazionalismo critico”, venne pubblicato un pensiero di Livio Vacchini sulla natura dell’architettura di grande interesse: «Molte volte ho pensato», dice Vacchini, «che in architettura esista un solo modello, da cinquemila anni sempre lo stesso e sempre reinterpretato. Un modello “internazionale” perché dell’uomo e non del luogo» . Questa riflessione così sintetica e lapidaria richiede di essere approfondita con attenzione poiché pone, a nostro avviso, consapevolmente o inconsapevolmente, alcune domande molto interessanti che riguardano questioni chiave della teoria e della pratica del progetto di architettura. Esistono veramente i due paradigmi architettonici di cui parla Vacchini? E se esistono sono davvero due approcci così netti e alternativi tra loro o possono avere punti di contatto e di convergenza? In altre parole, esiste una dimensione dell’architettura in cui, più che in altre, il modello del luogo e quello dell’uomo coincidono? Il saggio vuole essere un tentativo di dare risposta a queste domande individuando nell'architettura domestica il luogo in cui questi due paradigmi si intrecciano e si sovrappongono.

La via del luogo e la via del corpo. L'architettura della casa come sintesi di due paradigmi.

Cacciatore, Francesco
2025-01-01

Abstract

Circa trent’anni fa, all’interno dell’ultimo numero della Casabella di Vittorio Gregotti dedicato al cosiddetto “Internazionalismo critico”, venne pubblicato un pensiero di Livio Vacchini sulla natura dell’architettura di grande interesse: «Molte volte ho pensato», dice Vacchini, «che in architettura esista un solo modello, da cinquemila anni sempre lo stesso e sempre reinterpretato. Un modello “internazionale” perché dell’uomo e non del luogo» . Questa riflessione così sintetica e lapidaria richiede di essere approfondita con attenzione poiché pone, a nostro avviso, consapevolmente o inconsapevolmente, alcune domande molto interessanti che riguardano questioni chiave della teoria e della pratica del progetto di architettura. Esistono veramente i due paradigmi architettonici di cui parla Vacchini? E se esistono sono davvero due approcci così netti e alternativi tra loro o possono avere punti di contatto e di convergenza? In altre parole, esiste una dimensione dell’architettura in cui, più che in altre, il modello del luogo e quello dell’uomo coincidono? Il saggio vuole essere un tentativo di dare risposta a queste domande individuando nell'architettura domestica il luogo in cui questi due paradigmi si intrecciano e si sovrappongono.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11578/376649
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