funzionalista anni Cinquanta di Pietro Lingeri, di fronte al Parco Sempione, con vista sul timpano classico dell’Arena immersa nel verde; un interno ripensato al principio degli anni Settanta dall’architetto e designer Jonathan De Pas, dello studio DDL – De Pas, D’Urbino, Lomazzi - di Milano, di recente riportato alle condizioni originali dalla sensibilità di Carlo Masera, con Alessandro Ferrari, accompagnato dal figlio Tommaso Martino De Pas. L’interno si presenta inaspettato; certo oltre cinquant’anni sono passati dall’intervento di De Pas, ma la condizione attuale restituisce pienamente l’impianto originale, che non è mai cambiato nel tempo. Inaspettate sono le scelte di ri-organizzazione degli spazi e d’arredo, ed entrambe rimandano in qualche modo a un’idea modernistaindustriale- anonima. Cioè ad un’idea minima, essenziale, purista di intendere i modi di intervento del progetto sia di architettura che di “attrezzamento” domestico. De Pas libera lo spazio degli interni, superando la originaria divisione in stanze verso un ambiente aperto senza scansioni eppure segnato dalla presenza-memoria forte dei pilastri in cemento armato, cui si aggiungono solo le grandi campiture di colore degli infissi, che rimandano alle piastrelle bianche, segnate da gioiosi alberi stilizzati verdi in chiave pop, degli ambienti di servizio della cucina e dei bagni.
Casa De Pas. Interni e arredi di una casa milanese
Alberto Bassi
;Carlo Masera
;Daniela Bigon
;Marco Fornasier
;
2026-01-01
Abstract
funzionalista anni Cinquanta di Pietro Lingeri, di fronte al Parco Sempione, con vista sul timpano classico dell’Arena immersa nel verde; un interno ripensato al principio degli anni Settanta dall’architetto e designer Jonathan De Pas, dello studio DDL – De Pas, D’Urbino, Lomazzi - di Milano, di recente riportato alle condizioni originali dalla sensibilità di Carlo Masera, con Alessandro Ferrari, accompagnato dal figlio Tommaso Martino De Pas. L’interno si presenta inaspettato; certo oltre cinquant’anni sono passati dall’intervento di De Pas, ma la condizione attuale restituisce pienamente l’impianto originale, che non è mai cambiato nel tempo. Inaspettate sono le scelte di ri-organizzazione degli spazi e d’arredo, ed entrambe rimandano in qualche modo a un’idea modernistaindustriale- anonima. Cioè ad un’idea minima, essenziale, purista di intendere i modi di intervento del progetto sia di architettura che di “attrezzamento” domestico. De Pas libera lo spazio degli interni, superando la originaria divisione in stanze verso un ambiente aperto senza scansioni eppure segnato dalla presenza-memoria forte dei pilastri in cemento armato, cui si aggiungono solo le grandi campiture di colore degli infissi, che rimandano alle piastrelle bianche, segnate da gioiosi alberi stilizzati verdi in chiave pop, degli ambienti di servizio della cucina e dei bagni.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



