La ricerca ha avuto come oggetto la ricostruzione delle fasi edilizie del monastero e della chiesa di San Sisto di Piacenza, interamente ricostruiti successivamente all'ingresso del cenobio nella Congregazione di Santa Giustina (1425). La fabbrica, precedentemente approfondita sopratutto dagli studi di Bruno Adorni, era stata attribuita all’architetto piacentino Alessio Tramello, che l’avrebbe condotta nella prima metà del XVI secolo. Dai nuovi studi relativi alla Congregazione di Santa Giustina (poi cassinese) è emersa l’importanza dei Capitoli generali dell’Ordine, incontri annuali in cui i rappresentanti della Congregazione si radunavano in monasteri precedentemente selezionati per discutere di argomenti di varia natura, tra cui il rinnovamento dei propri cenobi. Durante i Capitoli, infatti, i monaci discutevano con periti di architettura quali disegni e modelli adottare per ricostruire i monasteri e le chiese dell’Ordine e quali tra questi fossero più funzionali per la liturgia o lessicalmente più aggiornati. Si è voluto, pertanto, rileggere l’architettura della chiesa e del cenobio piacentini alla luce di queste nuove acquisizioni scientifiche e valutare se le scelte lessicali intraprese fossero dipese anche da discussioni interne all’Ordine o fossero, come difeso dalla storiografia precedente, intera responsabilità di Alessio Tramello. Parallelamente a sopralluoghi condotti a Piacenza e in altri monasteri dell’Ordine presenti nell’Italia settentrionale, è stata condotta un’indagine archivistica presso diversi istituti, grazie alla quale è stato possibile raccogliere un corpus documentario piuttosto consistente oltre ad atti inediti. Questi ultimi hanno permesso di proporre una nuova cronologia per la fabbrica del monastero e della chiesa di Piacenza, di evidenziare un iter progettuale piuttosto complesso e dibattuto e, infine, di rivalutare la figura professionale di Alessio Tramello e il suo apporto in San Sisto, anche alla luce dei nuovi studi che hanno ridefinito il concetto di “architetto” in epoca moderna.
Il complesso cassinese di San Sisto a Piacenza / Giorgi, C.. - (2026 Jul 06). [10.25432/giorgi-claudia_phd2026-07-06]
Il complesso cassinese di San Sisto a Piacenza
GIORGI, CLAUDIA
2026-07-06
Abstract
La ricerca ha avuto come oggetto la ricostruzione delle fasi edilizie del monastero e della chiesa di San Sisto di Piacenza, interamente ricostruiti successivamente all'ingresso del cenobio nella Congregazione di Santa Giustina (1425). La fabbrica, precedentemente approfondita sopratutto dagli studi di Bruno Adorni, era stata attribuita all’architetto piacentino Alessio Tramello, che l’avrebbe condotta nella prima metà del XVI secolo. Dai nuovi studi relativi alla Congregazione di Santa Giustina (poi cassinese) è emersa l’importanza dei Capitoli generali dell’Ordine, incontri annuali in cui i rappresentanti della Congregazione si radunavano in monasteri precedentemente selezionati per discutere di argomenti di varia natura, tra cui il rinnovamento dei propri cenobi. Durante i Capitoli, infatti, i monaci discutevano con periti di architettura quali disegni e modelli adottare per ricostruire i monasteri e le chiese dell’Ordine e quali tra questi fossero più funzionali per la liturgia o lessicalmente più aggiornati. Si è voluto, pertanto, rileggere l’architettura della chiesa e del cenobio piacentini alla luce di queste nuove acquisizioni scientifiche e valutare se le scelte lessicali intraprese fossero dipese anche da discussioni interne all’Ordine o fossero, come difeso dalla storiografia precedente, intera responsabilità di Alessio Tramello. Parallelamente a sopralluoghi condotti a Piacenza e in altri monasteri dell’Ordine presenti nell’Italia settentrionale, è stata condotta un’indagine archivistica presso diversi istituti, grazie alla quale è stato possibile raccogliere un corpus documentario piuttosto consistente oltre ad atti inediti. Questi ultimi hanno permesso di proporre una nuova cronologia per la fabbrica del monastero e della chiesa di Piacenza, di evidenziare un iter progettuale piuttosto complesso e dibattuto e, infine, di rivalutare la figura professionale di Alessio Tramello e il suo apporto in San Sisto, anche alla luce dei nuovi studi che hanno ridefinito il concetto di “architetto” in epoca moderna.| File | Dimensione | Formato | |
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Tesi di dottorato
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