In un contesto segnato dalla crescente instabilità ambientale e sociale, gli approcci deterministici alla progettazione territoriale mostrano limiti sempre più evidenti. Il contributo indaga il progetto dell’Appalachian Trail elaborato da Benton MacKaye a partire dal 1921 come possibile antecedente di una progettazione orientata ai processi. Il Trail viene riletto non soltanto come infrastruttura fisica, ma come dispositivo territoriale generativo, capace di mettere in relazione dinamiche ecologiche, pratiche sociali e forme di organizzazione collettiva. Attraverso i concetti di flusso, adattamento e Liquid Planning, il pensiero di MacKaye permette di interpretare il territorio come un sistema in continua trasformazione, nel quale il progetto definisce condizioni e orienta processi senza determinarne interamente gli esiti. Il confronto con pratiche contemporanee di progettazione ecologica, tra cui la rinaturalizzazione del fiume Aire a Ginevra, consente infine di discutere il possibile ruolo delle tecnologie digitali nell’osservazione e nell’attivazione delle dinamiche territoriali. Ne emerge una prospettiva progettuale post-sostenibile fondata sulla capacità di leggere, accompagnare e innescare processi di trasformazione.
In processo. The Appalachian Trail
Giacomo Mantelli
2025-01-01
Abstract
In un contesto segnato dalla crescente instabilità ambientale e sociale, gli approcci deterministici alla progettazione territoriale mostrano limiti sempre più evidenti. Il contributo indaga il progetto dell’Appalachian Trail elaborato da Benton MacKaye a partire dal 1921 come possibile antecedente di una progettazione orientata ai processi. Il Trail viene riletto non soltanto come infrastruttura fisica, ma come dispositivo territoriale generativo, capace di mettere in relazione dinamiche ecologiche, pratiche sociali e forme di organizzazione collettiva. Attraverso i concetti di flusso, adattamento e Liquid Planning, il pensiero di MacKaye permette di interpretare il territorio come un sistema in continua trasformazione, nel quale il progetto definisce condizioni e orienta processi senza determinarne interamente gli esiti. Il confronto con pratiche contemporanee di progettazione ecologica, tra cui la rinaturalizzazione del fiume Aire a Ginevra, consente infine di discutere il possibile ruolo delle tecnologie digitali nell’osservazione e nell’attivazione delle dinamiche territoriali. Ne emerge una prospettiva progettuale post-sostenibile fondata sulla capacità di leggere, accompagnare e innescare processi di trasformazione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



