Il saggio è l'introduzione alla curatela che restituisce gli esiti del progetto Creative Living Lab V edizione finanziato dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Esso è un invito a un radicale cambio di sguardo, approccio e prospettiva su dei luoghi (i cimiteri) – ordinari nelle nostre città, grandi e piccole che siano – la cui funzione simbolica è spesso data per assodata, ma che in realtà possono ambire a giocare ruoli molteplici e innovativi all’interno della scena urbana contemporanea. L’ossimoro nel titolo richiama, con estrema forza, le contraddizioni e le tensioni che già Michel Foucault riconosceva come proprie dei cimiteri quali esempi emblematici di spazi eterotopici: luoghi integrati eppure separati dalle città, di incontro tra i vivi e i morti, di connessione tra diverse temporalità. Pensare che gli spazi cimiteriali possano ospitare altri usi oltre a quelli connessi alle attività di sepoltura, ricordo e commemorazione dei defunti si presenta dunque come una s!da interessante, in particolare in un paese come il nostro in cui, nonostante i processi in corso di secolarizzazione della società, il dibattito (pubblico e progettuale) attorno a questi spazi si confronta ancora con un’idea “forte” di sacralità e monumentalità
Cimiteri da vivere
M. Basso
;C. Semenzin
2026-01-01
Abstract
Il saggio è l'introduzione alla curatela che restituisce gli esiti del progetto Creative Living Lab V edizione finanziato dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Esso è un invito a un radicale cambio di sguardo, approccio e prospettiva su dei luoghi (i cimiteri) – ordinari nelle nostre città, grandi e piccole che siano – la cui funzione simbolica è spesso data per assodata, ma che in realtà possono ambire a giocare ruoli molteplici e innovativi all’interno della scena urbana contemporanea. L’ossimoro nel titolo richiama, con estrema forza, le contraddizioni e le tensioni che già Michel Foucault riconosceva come proprie dei cimiteri quali esempi emblematici di spazi eterotopici: luoghi integrati eppure separati dalle città, di incontro tra i vivi e i morti, di connessione tra diverse temporalità. Pensare che gli spazi cimiteriali possano ospitare altri usi oltre a quelli connessi alle attività di sepoltura, ricordo e commemorazione dei defunti si presenta dunque come una s!da interessante, in particolare in un paese come il nostro in cui, nonostante i processi in corso di secolarizzazione della società, il dibattito (pubblico e progettuale) attorno a questi spazi si confronta ancora con un’idea “forte” di sacralità e monumentalitàI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



