Che cosa significa «fare» quando il verbo non è orientato a trasformare il mondo secondo un progetto, ma coincide con il proprio esercizio? Muovendo dal lavoro di Nicola Toffolini, fra la pratica performativa di Cosmesi e i cicli disegnati, il saggio isola due figure gemelle del lavoro privo di prodotto, lo scavo e la falciatura, distinte unicamente da chi le comanda e a quale scopo. Nel disegno la stessa logica diventa ricalco: una superficie che si segue invece di copiarla, e che non si riempie ma si ispessisce. Sottratto al calcolo che dovrebbe giustificarlo, il fare cessa di eseguire un pensiero disponibile e diventa il luogo in cui un pensiero non ancora pensato comincia ad accadere. What does “doing” mean when the verb is not directed at transforming the world according to a plan but coincides with its own exercise? Starting from the work of Nicola Toffolini, between the performative practice of Cosmesi and the drawing cycles, the essay isolates two twin figures of productless labour, digging and mowing, distinguished solely by who commands them and to what end. In drawing, the same logic becomes tracing: a surface that is followed rather than copied, and that does not fill up but thickens. Withdrawn from the calculation that should justify it, doing ceases to execute an available thought and becomes the place where a thought not yet thought begins to happen.
Nicola Toffolini. Che fare // Nicola Toffolini. What to Do
annalisa sacchi
2026-01-01
Abstract
Che cosa significa «fare» quando il verbo non è orientato a trasformare il mondo secondo un progetto, ma coincide con il proprio esercizio? Muovendo dal lavoro di Nicola Toffolini, fra la pratica performativa di Cosmesi e i cicli disegnati, il saggio isola due figure gemelle del lavoro privo di prodotto, lo scavo e la falciatura, distinte unicamente da chi le comanda e a quale scopo. Nel disegno la stessa logica diventa ricalco: una superficie che si segue invece di copiarla, e che non si riempie ma si ispessisce. Sottratto al calcolo che dovrebbe giustificarlo, il fare cessa di eseguire un pensiero disponibile e diventa il luogo in cui un pensiero non ancora pensato comincia ad accadere. What does “doing” mean when the verb is not directed at transforming the world according to a plan but coincides with its own exercise? Starting from the work of Nicola Toffolini, between the performative practice of Cosmesi and the drawing cycles, the essay isolates two twin figures of productless labour, digging and mowing, distinguished solely by who commands them and to what end. In drawing, the same logic becomes tracing: a surface that is followed rather than copied, and that does not fill up but thickens. Withdrawn from the calculation that should justify it, doing ceases to execute an available thought and becomes the place where a thought not yet thought begins to happen.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



