Il cuore commerciale di Parigi, più volte modificato dalla costituzione dell'area nell'alto medioevo, subisce una definitiva cesura con la demolizione delle Halles di Baltard negli anni settanta. La competizione, indetta dal sindacato degli architetti e giudicata da una commissione internazionale, richiedeva una soluzione di reinvenzione formale e programmatica del sito già in stato di attacco da parte di Chirac con il suo progetto poi realizzato e recentemente demolito. Il mio gruppo ha proposto di porre al centro della riflessione urbana non una nuova macrostruttura autocentrica, ma l'idea che discende dalla storia del luogo. Prima dell'intelligente "saturazione" baltardiana e relative connessioni urbane, l'area è sempre stata un incrocio di tre brani urbani, poi divenuti sei con gli interventi del Barone Hausmann. La nostra proposta è stata di non sovrapporre un nuovo disegno, ma di fare un passo indietro completando i brani interrotti dalla storia, ognuno con la propia natura e di farli dialogare, tra loro, attorno ad uno spazio nuovo, un nuovo giardino. Questo elemento ordinatore ha ritrovato pertinenza nella misura ricorrente a Parigi e derivata dalla dimensione di Place Des Vosges. Quindi abbiamo disegnato sei progetti a conclusione delle morfologie interrotte.

"Trou des Halles",Concorso internazionale di progettazioneprimo premio ex aequo

GALANTINO, MAURO;
1980-01-01

Abstract

Il cuore commerciale di Parigi, più volte modificato dalla costituzione dell'area nell'alto medioevo, subisce una definitiva cesura con la demolizione delle Halles di Baltard negli anni settanta. La competizione, indetta dal sindacato degli architetti e giudicata da una commissione internazionale, richiedeva una soluzione di reinvenzione formale e programmatica del sito già in stato di attacco da parte di Chirac con il suo progetto poi realizzato e recentemente demolito. Il mio gruppo ha proposto di porre al centro della riflessione urbana non una nuova macrostruttura autocentrica, ma l'idea che discende dalla storia del luogo. Prima dell'intelligente "saturazione" baltardiana e relative connessioni urbane, l'area è sempre stata un incrocio di tre brani urbani, poi divenuti sei con gli interventi del Barone Hausmann. La nostra proposta è stata di non sovrapporre un nuovo disegno, ma di fare un passo indietro completando i brani interrotti dalla storia, ognuno con la propia natura e di farli dialogare, tra loro, attorno ad uno spazio nuovo, un nuovo giardino. Questo elemento ordinatore ha ritrovato pertinenza nella misura ricorrente a Parigi e derivata dalla dimensione di Place Des Vosges. Quindi abbiamo disegnato sei progetti a conclusione delle morfologie interrotte.
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