L’architettura così come è sempre stata intesa sembra essere definitivamente scomparsa e la tecnologia ha dato un valido apporto alla sua messa in disparte. Molteplici sono i motivi del cambiamento che hanno condotto all’attuale stato di cose, e non pare nemmeno che sia un processo recente e tantomeno destinato ad arrestarsi. Alcuni segnali di tale mutazione sono leggibili lungo tutta la storia del costruire. La tecnologia che ha reso possibili le magnifiche costruzioni apparentemente imperiture, che sono durate secoli, alcune persino millenni, è stata la stessa che lentamente, ma inesorabilmente, ha permesso di alleggerire, di assottigliare, di rendere sempre più effimere le architetture. In buona parte si è trattato di un adeguamento alle mutazioni che nel frattempo si sono succedute. Il percorso di alleggerimento, di asportazione, di continua riduzione della fisicità degli edifici, ma non solo di questa, che oggi marginalizza ciò che in passato era considerato essenziale, preferendo concentrarsi a tutto vantaggio della superficie comunicativa, non sembra essere stato né continuo, né uniforme. Lungo tutto il cammino evolutivo non sembrano leggibili nemmeno soluzioni di continuità definite e determinanti il cambiamento. È stato un costante incedere, a volte zigzagante e frammentario, che ha vissuto alcuni momenti in cui vi sono state grandi accelerazioni connesse con un mare di lievi fluttuazioni e di stagnazioni. Lo scritto insegue questa sorta di percorso a zig zag, per frammenti, alla ricerca di alcuni segnali, motivi, cause che ci hanno traghettato in questa nostra epoca. Un’epoca assai difficile, almeno per noi che la viviamo, perché capace di mettere in crisi indistintamente tutte le certezze del passato. Ma non solo, la crisi costituisce la condizione naturale, il condimento quotidiano di questa epoca. Potremmo essere sufficientemente attrezzati per combattere le criticità, ma un velocissimo susseguirsi di incertezza, indecisione, instabilità, incompletezza, effimero viene quotidianamente sbattuto in faccia con brutalità a ogni soggetto che fa parte di questa società. Ciò è addolcito da una sorta di liberazione dalla fatica e dal malessere fisiologico per mezzo del dilagare della tecnologia e dell’informazione. Questi sono alcuni aspetti che hanno guidato la ricerca dei motivi che stanno alla base della contemporaneità. Lo si è fatto per mezzo degli strumenti offerti dalla lettura del prodotto di architettura, nel senso che l’opera d’arte architettura è servita da leit-motiv per individuare dove i materiali, la tecnica, le tecnologie sono stati coinvolti nel processo di sviluppo e costituzione dell’attuale società.

ARCHITETTURA SENZA. MICRO ESEGESI DELLA RIDUZIONE NEGLI EDIFICI CONTEMPORANEI

ZENNARO, PIETRO
2009

Abstract

L’architettura così come è sempre stata intesa sembra essere definitivamente scomparsa e la tecnologia ha dato un valido apporto alla sua messa in disparte. Molteplici sono i motivi del cambiamento che hanno condotto all’attuale stato di cose, e non pare nemmeno che sia un processo recente e tantomeno destinato ad arrestarsi. Alcuni segnali di tale mutazione sono leggibili lungo tutta la storia del costruire. La tecnologia che ha reso possibili le magnifiche costruzioni apparentemente imperiture, che sono durate secoli, alcune persino millenni, è stata la stessa che lentamente, ma inesorabilmente, ha permesso di alleggerire, di assottigliare, di rendere sempre più effimere le architetture. In buona parte si è trattato di un adeguamento alle mutazioni che nel frattempo si sono succedute. Il percorso di alleggerimento, di asportazione, di continua riduzione della fisicità degli edifici, ma non solo di questa, che oggi marginalizza ciò che in passato era considerato essenziale, preferendo concentrarsi a tutto vantaggio della superficie comunicativa, non sembra essere stato né continuo, né uniforme. Lungo tutto il cammino evolutivo non sembrano leggibili nemmeno soluzioni di continuità definite e determinanti il cambiamento. È stato un costante incedere, a volte zigzagante e frammentario, che ha vissuto alcuni momenti in cui vi sono state grandi accelerazioni connesse con un mare di lievi fluttuazioni e di stagnazioni. Lo scritto insegue questa sorta di percorso a zig zag, per frammenti, alla ricerca di alcuni segnali, motivi, cause che ci hanno traghettato in questa nostra epoca. Un’epoca assai difficile, almeno per noi che la viviamo, perché capace di mettere in crisi indistintamente tutte le certezze del passato. Ma non solo, la crisi costituisce la condizione naturale, il condimento quotidiano di questa epoca. Potremmo essere sufficientemente attrezzati per combattere le criticità, ma un velocissimo susseguirsi di incertezza, indecisione, instabilità, incompletezza, effimero viene quotidianamente sbattuto in faccia con brutalità a ogni soggetto che fa parte di questa società. Ciò è addolcito da una sorta di liberazione dalla fatica e dal malessere fisiologico per mezzo del dilagare della tecnologia e dell’informazione. Questi sono alcuni aspetti che hanno guidato la ricerca dei motivi che stanno alla base della contemporaneità. Lo si è fatto per mezzo degli strumenti offerti dalla lettura del prodotto di architettura, nel senso che l’opera d’arte architettura è servita da leit-motiv per individuare dove i materiali, la tecnica, le tecnologie sono stati coinvolti nel processo di sviluppo e costituzione dell’attuale società.
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