Con riferimento sia alla città post-fordista che alle città primaziali dei paesi in via di sviluppo viene da più parti avanzata l’ipotesi che ci si trovi innanzi a realtà “frammentate”. Benché il concetto di “frammentazione urbana” sia stato introdotto da oltre una trentina d’anni, esso risulta ancora di incerta interpretazione per stessa ammissione degli autori che ne fanno uso, in quanto non è chiaro quale ne sia il fondamento analitico. Risulta pertanto difficile comprendere, da un lato quali similitudini o differenze il fenomeno presenti nei due contesti citati e, dall’altro, quali siano le sue peculiarità rispetto ai processi di polarizzazione urbana che pure sono stati rilevati nel passato, in particolare nella città industriale. In questo scritto viene avanzata l’ipotesi che all’origine della frammentazione urbana si collochi una discontinuità nel gradiente di vulnerabilità degli individui e dei gruppi, di ampiezza tale da ingenerare un dualismo nei rispettivi criteri di razionalità, al quale corrisponde l’adozione di un quadro istituzionale parimenti duale. L’interpretazione proposta consente inoltre di spiegare agevolmente come la frammentazione sociale tenda ad assumere una connotazione spaziale, dando luogo alla frammentazione urbana propriamente detta. Dopo aver operato una distinzione tra le modalità con cui il fenomeno si presenta nelle città dei paesi sviluppati e in quelle dei PVS, l’analisi si orienta inizialmente verso questi ultimi, poiché si ritiene che, sia per l’evidenza che esso assume in tali contesti, sia la per coincidenza che lì maggiormente si realizza tra le dimensioni sociale e spaziale del medesimo, si possano individuarne più facilmente la radice, le caratteristiche e le implicazioni. A partire da queste acquisizioni, il discorso viene riportato alla città post-fordista. Pur riconoscendo che in essa in fenomeno ha origine e caratteristiche diverse rispetto alla situazione riscontrabile nei PVS, non si esclude che possa convergere verso quest’ultima qualora le condizioni di vulnerabilità dei gruppi sociali più deboli scendano al di sotto di una determinata soglia.

Una ipotesi interpretativa della frammentazione urbana

CUSINATO, AUGUSTO
2004

Abstract

Con riferimento sia alla città post-fordista che alle città primaziali dei paesi in via di sviluppo viene da più parti avanzata l’ipotesi che ci si trovi innanzi a realtà “frammentate”. Benché il concetto di “frammentazione urbana” sia stato introdotto da oltre una trentina d’anni, esso risulta ancora di incerta interpretazione per stessa ammissione degli autori che ne fanno uso, in quanto non è chiaro quale ne sia il fondamento analitico. Risulta pertanto difficile comprendere, da un lato quali similitudini o differenze il fenomeno presenti nei due contesti citati e, dall’altro, quali siano le sue peculiarità rispetto ai processi di polarizzazione urbana che pure sono stati rilevati nel passato, in particolare nella città industriale. In questo scritto viene avanzata l’ipotesi che all’origine della frammentazione urbana si collochi una discontinuità nel gradiente di vulnerabilità degli individui e dei gruppi, di ampiezza tale da ingenerare un dualismo nei rispettivi criteri di razionalità, al quale corrisponde l’adozione di un quadro istituzionale parimenti duale. L’interpretazione proposta consente inoltre di spiegare agevolmente come la frammentazione sociale tenda ad assumere una connotazione spaziale, dando luogo alla frammentazione urbana propriamente detta. Dopo aver operato una distinzione tra le modalità con cui il fenomeno si presenta nelle città dei paesi sviluppati e in quelle dei PVS, l’analisi si orienta inizialmente verso questi ultimi, poiché si ritiene che, sia per l’evidenza che esso assume in tali contesti, sia la per coincidenza che lì maggiormente si realizza tra le dimensioni sociale e spaziale del medesimo, si possano individuarne più facilmente la radice, le caratteristiche e le implicazioni. A partire da queste acquisizioni, il discorso viene riportato alla città post-fordista. Pur riconoscendo che in essa in fenomeno ha origine e caratteristiche diverse rispetto alla situazione riscontrabile nei PVS, non si esclude che possa convergere verso quest’ultima qualora le condizioni di vulnerabilità dei gruppi sociali più deboli scendano al di sotto di una determinata soglia.
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