Il sempre più rinnovato interesse verso la cultura neoclassica che caratterizzò i movimenti artistico-letterari internazionali, della fine del XVIII secolo e dell’inizio del XIX, ha riportato in auge il pensiero e l’operato di personaggi di profondissima cultura e grande amore per ogni espressione d’arte. Tra questi eccelse un italiano architetto-pittore: Pelagio Palagi (1775-1860), personalità unica per la straordinaria ricchezza creativa e per lo smisurato interesse al collezionismo, che diventò, negli ultimi suoi giorni di vita un munifico mecenate. Non passò indifferente ai suoi contemporanei, tanto che nella stessa "Certosa di Parma" venne ricordato da Stendhal nell’episodio dell’incontro tra la Sanseverina e Ferrante Palla. Il Palagi ebbe in gioventù una solida formazione di studi presso l’Accademia Clementina, e frequentando la Biblioteca di casa Aldovrandi Marescotti, ottenne la protezione del conte Carlo Filippo che gli fu amico tutta la vita. Egli continuò insieme al Basoli una vera e tenace passione per l’architettura e le scenografie prospettiche, tipiche tematiche nella scuola bolognese. Egli conciliò la grande tradizione settecentesca con le inquietudini espresse in composizioni neoclassiche, nello stile egizio e dorico arcaico che con incredibile sapienza chiaroscurale proponeva in atmosfere diurne e notturne. Naturalmente sono i suoi disegni e le sue composizioni a penna a fornire prova evidente di tanto rinomata versatilità. Il Palagi si misurò inoltre, come i suoi contemporanei, nel progettare monumenti funebri, fornendo numerose idee per monumenti improntati sempre come architetture di quadratura, solide nell'impianto e sobrie per stile dorico arcaico. Sempre perfette nel chiaroscuro e mancanti di segni e decori che non erano certo graditi ad una civiltà laica e repubblicana. In epoca di "Restaurazione" venne nominato regio architetto presso la Corte Sabauda, spaziando con i propri interventi dalla progettazione architettonica al disegno degli arredi e dei decori parietali.

L'Antico e l'Invenzione Scenografica: Pelagio Palagi artista e collezionista

LUCCHESE, VINCENZO
1993

Abstract

Il sempre più rinnovato interesse verso la cultura neoclassica che caratterizzò i movimenti artistico-letterari internazionali, della fine del XVIII secolo e dell’inizio del XIX, ha riportato in auge il pensiero e l’operato di personaggi di profondissima cultura e grande amore per ogni espressione d’arte. Tra questi eccelse un italiano architetto-pittore: Pelagio Palagi (1775-1860), personalità unica per la straordinaria ricchezza creativa e per lo smisurato interesse al collezionismo, che diventò, negli ultimi suoi giorni di vita un munifico mecenate. Non passò indifferente ai suoi contemporanei, tanto che nella stessa "Certosa di Parma" venne ricordato da Stendhal nell’episodio dell’incontro tra la Sanseverina e Ferrante Palla. Il Palagi ebbe in gioventù una solida formazione di studi presso l’Accademia Clementina, e frequentando la Biblioteca di casa Aldovrandi Marescotti, ottenne la protezione del conte Carlo Filippo che gli fu amico tutta la vita. Egli continuò insieme al Basoli una vera e tenace passione per l’architettura e le scenografie prospettiche, tipiche tematiche nella scuola bolognese. Egli conciliò la grande tradizione settecentesca con le inquietudini espresse in composizioni neoclassiche, nello stile egizio e dorico arcaico che con incredibile sapienza chiaroscurale proponeva in atmosfere diurne e notturne. Naturalmente sono i suoi disegni e le sue composizioni a penna a fornire prova evidente di tanto rinomata versatilità. Il Palagi si misurò inoltre, come i suoi contemporanei, nel progettare monumenti funebri, fornendo numerose idee per monumenti improntati sempre come architetture di quadratura, solide nell'impianto e sobrie per stile dorico arcaico. Sempre perfette nel chiaroscuro e mancanti di segni e decori che non erano certo graditi ad una civiltà laica e repubblicana. In epoca di "Restaurazione" venne nominato regio architetto presso la Corte Sabauda, spaziando con i propri interventi dalla progettazione architettonica al disegno degli arredi e dei decori parietali.
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