IL saggio costituisce l’analisi critico-scientifica più approfondita mai condotta sul progetto desertico del celebre artista statunitense James Turrell (1943). Il progetto artistico che il saggio illustra (e il volume nella sua interezza approfondisce) consiste nella realizzazione, all’interno di un cratere vulcanico spento situato nel Painted Desert (nord-est dell’Arizona), di un insieme di camere ipogee, collegate da tunnel anch’essi sotterranei, predisposte per accogliere la luce desertica sia diurna che notturna, offrendola ai visitatori secondo modalità sperimentate in vitro da James Turrell nelle sue celebri istallazioni luminose. Dall’epoca della scoperta del sito (1974) a oggi, il progetto prende forma e si arricchisce di installazioni, tutte ipogee e destinate all’esaltazione dei fenomeni luminosi, all’osservazione delle costellazioni e alla percezione dei suoni dell’universo. Scopo dell’artista è di indurre una dilatazione degli organi sensoriali, così che il visitatore sappia farsi ricettivo a ogni presenza fotonica, sia nel caso che essa giunga dal Sole, che dalla Luna che da stelle lontane anni luce; ma anche ad ogni suono, proveniente sia dai dintorni terrestri che dall’immenso spazio siderale che ci circonda. (Disegni originali dell’Autore e del gruppo IUAV Imago Rerum).

Un'alba nel vuoto. Luce spazio tempo nel Roden Crater Project

DE ROSA, AGOSTINO
2007

Abstract

IL saggio costituisce l’analisi critico-scientifica più approfondita mai condotta sul progetto desertico del celebre artista statunitense James Turrell (1943). Il progetto artistico che il saggio illustra (e il volume nella sua interezza approfondisce) consiste nella realizzazione, all’interno di un cratere vulcanico spento situato nel Painted Desert (nord-est dell’Arizona), di un insieme di camere ipogee, collegate da tunnel anch’essi sotterranei, predisposte per accogliere la luce desertica sia diurna che notturna, offrendola ai visitatori secondo modalità sperimentate in vitro da James Turrell nelle sue celebri istallazioni luminose. Dall’epoca della scoperta del sito (1974) a oggi, il progetto prende forma e si arricchisce di installazioni, tutte ipogee e destinate all’esaltazione dei fenomeni luminosi, all’osservazione delle costellazioni e alla percezione dei suoni dell’universo. Scopo dell’artista è di indurre una dilatazione degli organi sensoriali, così che il visitatore sappia farsi ricettivo a ogni presenza fotonica, sia nel caso che essa giunga dal Sole, che dalla Luna che da stelle lontane anni luce; ma anche ad ogni suono, proveniente sia dai dintorni terrestri che dall’immenso spazio siderale che ci circonda. (Disegni originali dell’Autore e del gruppo IUAV Imago Rerum).
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