Al di là delle vicissitudini e delle congiunture della Cassa di Colmata A2 proponiamo un nostro progetto quale occasione di dibattito, in un momento di evidente anarchia: Porto Marghera è crocevia di molti saperi specialistici, saperi talora anche antagonisti e che però segnano, in maniera tangibile, visibile, il destino dell’area. Discipline quale la chimica, la botanica, le scienze forestali, la geologia ma anche l’economia – micro o macro che sia – la legislazione e molte altre, ognuna di queste discipline sta operando autonomamente ma – soprattutto – sta di fatto attivando, a vari livelli, delle trasformazioni che pregiudicheranno (in bene e in male) i destini di un territorio vasto quanto quello di Venezia insulare e segneranno la morfologia del paesaggio (forse compromettendolo) dei profili, dello skyline che consegneremo alle generazioni future3. Cogliamo questa occasione per ribadire che ancora oggi manca un Progetto (strategico) condiviso e lungimirante, non autoreferenziale, in grado di coordinare e governare questa trasformazione e soprattutto i vari saperi che necessariamente questa trasformazione intercetta.

Cassa di Colmata A (Porto Marghera, Venezia). Fitodepurazione come ultimo stadio di depurazione delle acque e occasione di progettazione di un parco in laguna

GIANI, ESTHER
2012

Abstract

Al di là delle vicissitudini e delle congiunture della Cassa di Colmata A2 proponiamo un nostro progetto quale occasione di dibattito, in un momento di evidente anarchia: Porto Marghera è crocevia di molti saperi specialistici, saperi talora anche antagonisti e che però segnano, in maniera tangibile, visibile, il destino dell’area. Discipline quale la chimica, la botanica, le scienze forestali, la geologia ma anche l’economia – micro o macro che sia – la legislazione e molte altre, ognuna di queste discipline sta operando autonomamente ma – soprattutto – sta di fatto attivando, a vari livelli, delle trasformazioni che pregiudicheranno (in bene e in male) i destini di un territorio vasto quanto quello di Venezia insulare e segneranno la morfologia del paesaggio (forse compromettendolo) dei profili, dello skyline che consegneremo alle generazioni future3. Cogliamo questa occasione per ribadire che ancora oggi manca un Progetto (strategico) condiviso e lungimirante, non autoreferenziale, in grado di coordinare e governare questa trasformazione e soprattutto i vari saperi che necessariamente questa trasformazione intercetta.
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