Il saggio presenta alcune configurazioni digitali utili per la rappresentazione, la comunicazione, l’interazione e la creazione semplificata e l’esplorazione di modelli digitali 3D. Caratteristiche comuni a tutte le configurazioni qui illustrate sono l’uso di tecnologie trasparenti, la predisposizione di interfacce naturali e multimodali e l’ideale convergenza verso ambienti immersivi, oltre al costo ridotto dell’hardware. La prima configurazione, monoutente, è mirata soprattutto alla semplicità, all’efficacia e alla completezza funzionale. Prevede uno schermo multitouch sufficientemente ampio, visto come una sorta di ampio tablet utile essenzialmente per la creazione e l’editing di modelli 3D. Oltre a questo, un grande schermo immersivo per la rappresentazione e l’esplorazione in real-time del modello 3D, in grado di saturare l’intero campo visivo umano, sia esso a definizione HD o sia anche stereoscopico o, in un prossimo futuro, autostereoscopico. Una seconda configurazione, pensata sia per singoli utenti sia piccoli gruppi, è votata principalmente alla collaborazione e all’analisi. Infine una terza configurazione, per gruppi più numerosi, è dedicata principalmente alla comunicazione in spazi pubblici, comprendendo e componendo, tra le sue articolazioni, le prime due. Denominatore comune di tutte è la totale rimozione dei classici dispositivi di input, quali tastiera, mouse e così via. Il saggio affronta alcuni punti interessanti e intrecciati tra loro. Da un lato costituisce un primo passo nell’analisi del tema che riguarda l’uso di gesture 2D e 3D per la costruzione, l’editing e la navigazione di modelli digitali tridimensionali. Infatti, l’uso di schemi multitouch certamente rappresenta, nel campo delle interfacce, il principale elemento evolutivo degli ultimi anni e del prossimo futuro. Integrare queste funzionalità nel CAD prefigura senz’altro una sfida non indifferente ma tuttavia anche ineludibile. Se i monitor multitouch e le relative gesture 2D costituiscono indiscutibilmente l’ossatura portante di una possibile nuova interfaccia per i software CAD, è anche da considerare che le gesture 3D possono utilmente comporsi con le prime, estendendo le prime dal piano allo spazio, potendo così, focalizzandosi soprattutto sulla navigazione, semplificare drasticamente l’uso di funzioni complesse. D’altra parte, è anche stimolante progettare l’uso di tali interfacce non tanto e non solo per i CAD ‘puri’, di produttività, quanto piuttosto in configurazioni che si rivolgono al grande pubblico, in musei, showroom, mostre e così via. In tal caso, evidentemente, la produttività deve lasciare il posto alla naturalezza e alla semplicità, facendo in modo tuttavia che quest’ultima non sia sinonimo di inefficacia. L’enorme sviluppo degli smartphone e dei tablet in questi ultimi anni, le ormai smisurate capacità di calcolo dei PC odierni, unite alle attuali raffinate tecnologie software nei campi della computer vision, image processing e CAD, possono oggi, e ancor più in un prossimo futuro, combinarsi tra loro per dar luce a nuove idee.

Descrizione di tre configurazioni digitali utili per la rappresentazione e l’interazione con modelli digitali 3D

TREVISAN, CAMILLO
2012

Abstract

Il saggio presenta alcune configurazioni digitali utili per la rappresentazione, la comunicazione, l’interazione e la creazione semplificata e l’esplorazione di modelli digitali 3D. Caratteristiche comuni a tutte le configurazioni qui illustrate sono l’uso di tecnologie trasparenti, la predisposizione di interfacce naturali e multimodali e l’ideale convergenza verso ambienti immersivi, oltre al costo ridotto dell’hardware. La prima configurazione, monoutente, è mirata soprattutto alla semplicità, all’efficacia e alla completezza funzionale. Prevede uno schermo multitouch sufficientemente ampio, visto come una sorta di ampio tablet utile essenzialmente per la creazione e l’editing di modelli 3D. Oltre a questo, un grande schermo immersivo per la rappresentazione e l’esplorazione in real-time del modello 3D, in grado di saturare l’intero campo visivo umano, sia esso a definizione HD o sia anche stereoscopico o, in un prossimo futuro, autostereoscopico. Una seconda configurazione, pensata sia per singoli utenti sia piccoli gruppi, è votata principalmente alla collaborazione e all’analisi. Infine una terza configurazione, per gruppi più numerosi, è dedicata principalmente alla comunicazione in spazi pubblici, comprendendo e componendo, tra le sue articolazioni, le prime due. Denominatore comune di tutte è la totale rimozione dei classici dispositivi di input, quali tastiera, mouse e così via. Il saggio affronta alcuni punti interessanti e intrecciati tra loro. Da un lato costituisce un primo passo nell’analisi del tema che riguarda l’uso di gesture 2D e 3D per la costruzione, l’editing e la navigazione di modelli digitali tridimensionali. Infatti, l’uso di schemi multitouch certamente rappresenta, nel campo delle interfacce, il principale elemento evolutivo degli ultimi anni e del prossimo futuro. Integrare queste funzionalità nel CAD prefigura senz’altro una sfida non indifferente ma tuttavia anche ineludibile. Se i monitor multitouch e le relative gesture 2D costituiscono indiscutibilmente l’ossatura portante di una possibile nuova interfaccia per i software CAD, è anche da considerare che le gesture 3D possono utilmente comporsi con le prime, estendendo le prime dal piano allo spazio, potendo così, focalizzandosi soprattutto sulla navigazione, semplificare drasticamente l’uso di funzioni complesse. D’altra parte, è anche stimolante progettare l’uso di tali interfacce non tanto e non solo per i CAD ‘puri’, di produttività, quanto piuttosto in configurazioni che si rivolgono al grande pubblico, in musei, showroom, mostre e così via. In tal caso, evidentemente, la produttività deve lasciare il posto alla naturalezza e alla semplicità, facendo in modo tuttavia che quest’ultima non sia sinonimo di inefficacia. L’enorme sviluppo degli smartphone e dei tablet in questi ultimi anni, le ormai smisurate capacità di calcolo dei PC odierni, unite alle attuali raffinate tecnologie software nei campi della computer vision, image processing e CAD, possono oggi, e ancor più in un prossimo futuro, combinarsi tra loro per dar luce a nuove idee.
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