La presenza fortunatamente cospicua degli elaborati progettuali che hanno permesso l'esecuzione di numerose opere del Movimento Moderno e del Razionalismo Italiano consente di comprendere i percorsi di realizzazione di questi edifici e di acquisire conoscenze sempre più approfondite dei processi operativi e delle tecniche esecutive dell'architettura a cavallo tra gli anni Venti e Trenta del XX Secolo. Il caso eclatante della vicenda progettuale e costruttiva della Ricevitoria Postelegrafonica di Sabaudia, progettata da Angiolo Mazzoni (1933-34), fa emergere però eccezionali discrasie tra i contenuti degli elaborati cartacei e gli esiti della costruzione. Il "documento cartaceo" infatti è privo, per sua natura, di almeno tre elementi fondamentali che l'edificio acquisisce nel percorso della sua esistenza: gli esiti dell'ingegnerizzazione, delle contingenze, del tempo. Per questi motivi lo studio del progetto originario costituisce un momento fondante ma non sufficiente per la conoscenza della fabbrica: il primato di "documento" resta alla realtà costruita, primo interlocutore del progettista del restauro.

Progetti disattesi, architetture costruite. Il caso della ricevitoria postelegrafonica di Angiolo Mazzoni a Sabaudia (1933-1934).

DI RESTA, SARA
2011

Abstract

La presenza fortunatamente cospicua degli elaborati progettuali che hanno permesso l'esecuzione di numerose opere del Movimento Moderno e del Razionalismo Italiano consente di comprendere i percorsi di realizzazione di questi edifici e di acquisire conoscenze sempre più approfondite dei processi operativi e delle tecniche esecutive dell'architettura a cavallo tra gli anni Venti e Trenta del XX Secolo. Il caso eclatante della vicenda progettuale e costruttiva della Ricevitoria Postelegrafonica di Sabaudia, progettata da Angiolo Mazzoni (1933-34), fa emergere però eccezionali discrasie tra i contenuti degli elaborati cartacei e gli esiti della costruzione. Il "documento cartaceo" infatti è privo, per sua natura, di almeno tre elementi fondamentali che l'edificio acquisisce nel percorso della sua esistenza: gli esiti dell'ingegnerizzazione, delle contingenze, del tempo. Per questi motivi lo studio del progetto originario costituisce un momento fondante ma non sufficiente per la conoscenza della fabbrica: il primato di "documento" resta alla realtà costruita, primo interlocutore del progettista del restauro.
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